A ruota libera - 004

Uno spazio aperto di riflessione su quanto accade intorno a noi

La civiltà riparte dalla cultura

Forse alcuni di voi avranno letto la notizia che il Ministro della Cultura Franceschini ha annunciato che l'Italia ricostruirà il teatro di Mariupol in Ucraina, recentemente distrutto dalle bombe russe. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cos'è successo. Mariupol è una città ucraina situata sulle coste del Mar Nero al confine con la Russia e, dallo scoppio della guerra, è stato uno degli obiettivi centrali dei bombardamenti ordinati dal Cremlino. Ora molti di voi si staranno chiedendo come mai i russi abbiano deciso di colpire un teatro. Cosa c'entra un il luogo principe dell'arte drammatica, sede della cultura, con la guerra? Presto detto: sotto il teatro si trova un bunker che ospitava, stando almeno dalla cifre diffuse dal governo di Kiev, intorno alle 500 persone (che fortunatamente sembrerebbe essere tutte sopravvissute alla distruzione dell'edificio sovrastante). Certo questa informazione non spiega come mai si sia bombardato un edificio civile che ospitava famiglie innocenti se non, forse, con la (folle) volontà di stroncare il morale degli ucraini.

Ma torniamo a noi. Il ministro Franceschini, nel pomeriggio del 18 marzo, ha annunciato che il Consiglio dei Ministri ha approvato la proposta di fornire all'Ucraina le risorse e i mezzi necessari alla ricostruzione del teatro. Una scelta che riflette non solo la nostra vicinanza al popolo e al governo ucraino, ma anche la storica attenzione del nostro paese per il patrimonio culturale che, come dice il ministro, appartengono a tutta l'umanità.

Questa storia mi ha ricordato da vicino quanto accaduto a Milano dopo la seconda guerra mondiale. All'indomani della fine dei bombardamenti la città si trovava davanti all'annoso problema di dove cominciare con la ricostruzione. Nonostante il parere non unanime il Comune decise di ricostruire uno dei simboli della città: il Teatro alla Scala (distrutto da un bombardamento nella notte fra il 15 e il 16 agosto del 1943). I lavori durarono pochi anni e l'11 maggio 1946 il teatro riapriva con un concerto diretto dal maestro Arturo Toscanini.

Il potere logora (anche) chi ce l'ha

Putin, in Ucraina, non sta giocando solo una partita militare ma, soprattutto, una battaglia politica e simbolica. Nonostante negli anni abbia zittito i giornali, represso le proteste e azzerato l’opposizione politica la sua leadership è costantemente messa in discussione. Le proteste si sono moltiplicate, portando negli ultimi anni i suoi indici di gradimento ai minimi storici, sempre se di minimi si può parlare quando l’approvazione si aggira al 60%. Solo la storia ci dirà se il Cremlino si è impantanato in una guerra logorante che, alla lunga, andrà a erodere ulteriormente il consenso e la credibilità di Putin, che al momento si trincera alle spalle di una narrazione di assoluto dominio sulla impotente Ucraina. D’altronde si chiedeva il saggio: ma siamo proprio sicuri che il potere logora solo chi non ce l’ha?

Questa è solo la conclusione di un lungo articolo sulla relazione tra Putin e il potere che ho pubblicato sul sito di Alter Think (che ringrazio di cuore per l'opportunità che mi hanno dato). Per chi fosse interessato può leggerlo qui: 👉🏻https://alterthink.it/il-potere-logora-anche-chi-ce-lha/ (se qualcuno lo legge mi faccia sapere cosa ne pensa!).

Il peso del 21 marzo

Ieri, 21 marzo, si è celebrata la Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata a partire dal 1996 (anche se il riconoscimento statale è arrivato solo nel 2017) dalla rete di associazioni antimafia Libera. Il giorno scelto non è affatto casuale: il 21 marzo infatti rappresenta il primo giorno di primavera ed è stato utilizzato in quanto simbolo di rinascita. Ad esclusione delle edizioni 2020 e 2021, che si sono tenute online a causa della pandemia, ogni anno viene organizzata per tale ricorrenza una manifestazione nazionale in una città italiana differente. Per quest'anno si è scelta Napoli.

In concomitanza con questa ricorrenza a Milano, fino a oggi 22 marzo, è esposto nel cortile di Palazzo Reale ciò che resta della Fiat Croma blindata della questura di Palermo a bordo della quale viaggiavano gli uomini della scorta di Giovanni Falcone. Nella strage morirono tutti e tre i passeggeri a bordo: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. L'iniziativa è stata promossa dal Comune di Milano, che ha accettato la proposta di WikiMafia e dell'associazione Quarto Savona Quindici di permettere ai cittadini milanesi di vedere quello che è un vero e proprio monumento contro la mafia (se volete un po' approfondire potete leggere questo articolo: 👉🏻https://bit.ly/3L0CMF0 ).

Filo diretto con Milano

Una buona notizia arriva dalla nostra città che ha deciso di stanziare 400 mila euro a favore del cosiddetto "sano divertimento" ossia un piano per promuovere la cura degli spazi di aggregazioni, le attività sociali, prevenire comportamenti devianti e favorire la costruzione di un senso di comunità soprattutto tra i cittadini più giovani. I fondi saranno erogati al terzo settore e al mondo delle associazioni territoriali per proporre ai ragazzi un'alternativa a quelle forme di socialità e aggregazioni ormai divenute note negli ultimi mesi come malamovida. I primi 200 mila euro, anche in previsione dell'estate che sta per arrivare, saranno destinati a interventi mirati nelle zone della movida mentre i restanti soldi saranno investiti nelle periferie per progetti che mettano al centro il senso di comunità e la cura del tessuto sociale (per approfondire: 👉🏻https://bit.ly/3trZYWD ). Non posso che non apprezzare un simile intervento che dimostra un cambio di atteggiamento significativo per quanto riguarda la gestione integrata della sicurezza.

Conclusione

Essendo da pochissimo iniziata la primavera non posso concludere se non con una delle opere più iconiche del Rinascimento italiano (ma forse di tutto l'occidentale): la Primavera del Botticelli. Commissionato dalla famiglia Medici si tratta di un enorme tavola dipinta a tempera oggi conservata agli Uffizi. Forse non tutti sanno che il titolo di quest'opera, almeno quello che è giunto fino a noi, non è stato dato da Botticelli stesso bensì dal Vasari all'interno del suo famoso saggio biografico: Le Vite. Quest'opera va inserita all'interno del più generale processo di riscoperta dei grandi classici greci e romani tipico del periodo rinascimentale.

Vi saluto e vi mando un abbraccio virtuale

Luca

(ricordo che per chi volesse seguirmi anche sulle mie varie pagine social per non perdersi nessun aggiornamento può farlo da qui: 👉🏻https://linktr.ee/Luca.Bellinzona )