A ruota libera - #005

Uno spazio aperto di riflessione su quanto accade intorno a noi

ANPI a lezione di storia

Come qualcuno di voi già saprà tra me e l'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) c'è una divergenza di vedute non indifferente sul tema dell'aiuto militare alla resistenza ucraina. Ne avevo già parlato anche nella prima newsletter (per chi se l'è persa può recuperarla qui: 👉🏻https://bit.ly/3wGKLDa ). Per riassumere l'ANPI si è posto contro l'invio di armi e munizioni offerto dal nostro paese, e in generale dalla NATO, alla resistenza ucraina ritenendo che sia un passo che ci allontana sempre di più dalla pace e rischia, anzi, di aumentare il rischio di escalation. Non voglio tornare qui a rispondere alle posizioni dell'ANPI e di chi, come loro, ritiene sia giusto mantenere un'equidistanza tra Occidente e Russia, tra NATO e Putin (per chi fosse interessato ne ho parlato su Instagram in un post che trovate qui: 👉🏻https://bit.ly/3qJ4QoC ). Mi interessa però riportare qui l'intervento della Senatrice a vita, nonché sopravvissuta alla Shoah, Liliana Segre durante il congresso nazionale ANPI a Riccione della settimana scorsa

Anche rispetto a questa mostruosità della guerra, la nostra Costituzione ci offre una guida sicura, se riusciamo a declinare in chiave universale i suoi precetti. Infatti, l’aggressione immotivata e ingiustificabile contro la sovranità dell’Ucraina rappresenta proprio l’esempio evidente del tipo di guerra che, più di ogni altro, l’articolo 11 della Costituzione ci insegna a «ripudiare»: la guerra come «strumento di offesa alla libertà degli altri popoli».

E la resistenza del popolo invaso rappresenta l’esercizio di quel diritto fondamentale di difendere la propria patria, che l’articolo 52 prescrive addirittura come «sacro dovere».

Dunque, non è concepibile nessuna equidistanza; se vogliamo essere fedeli ai nostri valori, dobbiamo sostenere il popolo ucraino che lotta per non soccombere all’invasione, per non perdere la propria libertà.

Questo sostegno non può e non deve significare inimicizia nei confronti del grande popolo russo, anzi. Anche questo popolo subisce le conseguenze nefaste delle scelte e della condotta disumana dei suoi governanti. Condotta che reca offesa alla memoria dei 20 milioni di caduti dell’Unione Sovietica – dunque russi e ucraini insieme – nella guerra vittoriosa contro il nazifascismo.

Potete trovare qui il discorso completo: 👉🏻https://bit.ly/3LkwXlQ 

Il cortocircuito di Conte e il 2% alla difesa

Molti di voi sapranno che il 18 marzo la Camera dei Deputati ha votato all'unanimità un ordine del giorno che prevede l'innalzamento del budget destinato alla difesa dall'attuale 1,5 al 2%. In soldoni questo comporta uno stanziamento annuale che aumenterà progressivamente dai 28 miliardi annui che spendiamo oggi a un totale di 35 miliardi all'anno. Sicuramente è una scelta non facile e di cui nessuno sentiva il bisogno (anche perché comporterà necessariamente di riallocare risorse da altre voci di spesa), ma è una scelta necessaria. Davanti alla minaccia che la Russia di Putin rappresenta, davanti al pericolo rappresentato da un dittatore pronto a tutto pur di mantenere il proprio potere, aumentare le risorse destinate alla difesa è fondamentale per mandare un messaggio chiaro e forte: noi non ci pieghiamo alla minaccia russa e siamo pronti a difendere ogni singolo centimetro del territorio NATO. Voglio però anche rassicurarvi del fatto che siamo ben lontani dal rischio di una guerra totale. Sia perché la Russia è un paese economicamente debole la cui unica ricchezza è rappresentata unicamente dall'esportazione di materie prime (soprattutto per quanto riguarda il settore energetico), sia perché da un punto di vista militare già sta facendo fatica a conquistare l'Ucraina figuratevi ad attaccare direttamente la NATO e i suoi membri. Pensiamo al fatto che la Russia ha già mandato al fronte quasi tutti i battaglioni disponibili e di come abbia anche esaurito gran parte degli armamenti di alta precisione ed efficacia, segno del fallimento di una guerra lampo che si è trasformata in un conflitto di logoramento.

Ma torniamo a noi. Questa notizia ha legittimamente scatenato molte polemiche, sia nel mondo politico che nella società civile. Uno dei principali leader della protesta antimilitarista è il capo politico (o presunto tale ora non ricordo com'è andata a finire la storia dei ricorsi) del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Il leader massimo dei grillini è talmente fermo e inamovibile nella sua posizione che è anche disposto ad aprire una crisi di governo pur di fermare questo provvedimento. Se mettiamo da parte l'irresponsabilità di aprire una crisi al buio in questo momento, soprattutto quando alla Presidenza del Consiglio hai uno dei migliori, sarebbe da apprezzare il fatto che per una volta le stelle grilline splendono di coerenza e non di opportunismo. Peccato solo che se andiamo a vedere scopriamo come l'aumento della spesa per la difesa al 2% è un impegno che il nostro paese ha preso nel 2019 in un vertice NATO con la ministra della difesa Elisabetta Trenta e il consenso del presidente del consiglio che Giuseppe Conte. Come sempre il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Filo diretto con Milano

Interrompiamo brevemente la nostra rassegna sulla politica e l'attualità per parlare un attimo della nostra città. Ieri, 28 marzo, è stata inaugurata a Milano l'Art Week, una settimana di respiro internazionale interamente destinata alla promozione dell'arte contemporanea. La Milano Art Week, inoltre, precede di qualche giorno e accompagna un'altra importantissima kermesse culturale: il Miart, la fiera dell’arte moderna e contemporanea (che si terrà dall'1 al 3 aprile) che trasformerà la nostra città in una sorta di gigantesca galleria d'arte diffusa. La manifestazione nasce nei musei e nelle fondazioni della nostra città per espandersi poi anche nelle piazze e negli spazi aperti, con l'obiettivo di portare la cultura fuori dalle istituzioni e renderla accessibile a tutti. L'Art Week porterà a Milano alcuni degli artisti più importanti del panorama culturale contemporaneo tra cui Maurizio Cattelan alla galleria De Carlo e il regista e fotografo Steve McQueen in mostra all'Hangar Pirelli.

Qui per il programma completo: 👉🏻https://milanoartweek.it/programma 

Municipio 4 casa mia

Una buonissima notizia per il nostro municipio e, mi viene da dire, per tutta la città! Dopo decenni di discussioni finalmente il 25 marzo il Comune di Milano ha pubblicato il concorso per la progettazione della BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, che sorgerà a Porta Vittoria nei pressi dell'omonima fermata del Passante Ferroviario e di corso 22 Marzo. Chi mi conosce sa che è un tema che mi sta parecchio a cuore, sia perché si tratta di un investimento enorme in cultura (e solo Dio sa quanto serve investire nel comparto cultura), sia perché va a riqualificare un'area a lungo abbandonata che sta a pochi passi da dove abito e che finalmente vede un futuro che la restituirà alla cittadinanza.

Il bando prevede un edificio di oltre 10 mila metri quadrati che, oltre a ospitare milioni di volumi cartacei e in versione digitale, diventerà uno dei centri culturali più importanti e vivaci della nostra città ma forse anche di tutto il paese. Nel concorso pubblicato dal Comune di Milano è anche prevista la realizzazione di una grande area verde che si porrà in continuità con il Parco Vittorio Formentano (per noi milanesi Parco Marinai) e la riqualificazione di via Cervignano (la piccola via che collega via Cena a via Monte Ortigara e dove sbuca la fermata Porta Vittoria del Passante). L'intero progetto vale oltre 100 milioni di euro e sarà interamente finanziato dalle risorse del PNRR (a cui potranno, in caso, sommarsi ulteriori finanziamenti pubblici).

Conclusione

La guerra in Ucraina ha portato tutta la comunità internazionale a mobilitarsi per la pace e per la solidarietà, anche i grandi nomi del mondo della cultura. Da ultima Marina Abramović, performer serba nonché una delle artiste contemporanee più famose al mondo. Abramović ha deciso di riportare in vita The Artist Is Present, una delle sue performance più nota, e destinare i proventi all'accoglienza dei profughi ucraini in fuga dalle bombe. The Artist Is Present si è svolta per la prima volta nel 2010, al MoMA (il museo di arte moderna di New York) riuscendo ad attirare oltre 1500 persone, per un totale di oltre 700 ore durante le quali l'artista è rimasta seduta al tavolo, fissando negli occhi i visitatori.

Uno dei momenti più emozionanti è sicuramente quello in cui, a sedersi di fronte all'artista, è l'ex compagno Ulay (pseudonimo per Frank Uwe Laysiepen) che, oltre ad essere stato suo compagno di vita fu anche suo partner artistico. Per vederlo andate qui: 👉🏻https://bit.ly/3qI9gvO 

Vi saluto e vi mando un abbraccio virtuale

Luca

(ricordo che per chi volesse seguirmi anche sulle mie varie pagine social per non perdersi nessun aggiornamento può farlo da qui: 👉🏻https://linktr.ee/Luca.Bellinzona )