A ruota libera - #006

Uno spazio aperto di riflessione su quanto accade intorno a noi

Pacifismo non è antimilitarismo

Diceva lo scrittore tardoromano Publio Vegezio Renato: Si vis pacem, para bellum, che tradotto letteralmente significa "se vuoi la pace, prepara la guerra". Questa frase, che per molti potrebbe sembrare frutto di una mentalità bellicista si dimostra, oggi più che mai, veritiera. Perché dico questo? Molto semplice: se il conflitto in Ucraina non è ancora degenerato in uno scontro più ampio, magari coinvolgendo anche le Repubbliche Baltiche, è anche e soprattutto merito della NATO e della preparazione militare occidentale. Vi invito a riflettere un secondo: secondo voi paesi come Lituania, Estonia e Lettonia, visto l'espansionismo militarista russo, sono più o meno al sicuro sotto l'ombrello della NATO? E vi chiedo anche: secondo voi, se l'Ucraina fosse entrata a far parte non dico dell'Alleanza Atlantica, ma almeno dell'Unione Europea, la Russia avrebbe avuto lo stesso atteggiamento?

Dico questo perché oggi, nonostante le devastanti immagini che arrivano dall'Ucraina, sento tanti (troppi) che ritengono che la risposta all'aggressione russa sia una politica di appeasement (sulla scia di quanto fatto dal premier britannico Chamberlain verso la Germania nazista) e di disarmo. Queste posizioni si sono fatte ancora più forti in concomitanza con la decisione del governo, in rispetto a precedenti accordi presi con la NATO nel 2014 e riconfermati nel 2019, di arrivare entro il 2028 al 2% del PIL investito in difesa.

Se in un mondo ideale sarei completamente d'accordo, e anzi sarei il primo a chiedere una società senza eserciti e senza armi, dobbiamo essere consapevoli che non viviamo in un nuovo Eden. Nel mondo di oggi l'antimilitarismo, ossia quell'atteggiamento di ostilità contro ogni forma di istituzione militare (esercito in primis), non è una strada percorribile. Pensiamo a che messaggio manderemmo alla Russia di Putin (come ieri poteva essere la Corea del Nord e domani chissà) se davanti alla sua invasione noi rispondessimo tagliando sulle spese militari. Non dico che manderemmo un segnale di assenso a quanto sta facendo lo Zar dei giorni nostri ma sicuramente la nostra opposizione all'aggressione ne risentirebbe in credibilità e forza.

Pur mantenendo la diplomazia e la pace come stelle polari del nostro agire, è importante capire che, alle volte, la difesa armata è necessaria proprio a garantire quei valori democratici e liberali che ci stanno tanto a cuore

La bellezza salverà il mondo

Davanti agli orrori che la guerra in Ucraina sta generando (da ultima la strage di civili di Bucha le cui immagini strazianti hanno fatto il giro del mondo) penso che la decisione di far ripartire le domeniche al museo sia una scelta non solo giusta ma anche necessaria per ricordarci come l'uomo abbia saputo generare anche ciò di più bello ed emozionante ci sia al mondo: la cultura.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando si tratta di un'iniziativa fortemente voluta dal Ministro della Cultura Dario Franceschini che prevedeva l'apertura al pubblico in forma gratuita dei musei aderenti ogni prima domenica del mese. Il provvedimento è stato introdotto nel non tanto lontano 2014 e, con alterne vicende, mantenuta fino a inizio 2020 quando venne sospesa a causa della pandemia di covid 19. Finalmente, dopo oltre due anni e con la cessazione dello stato di emergenza, il provvedimento è stato ripristinato e i musei hanno riaperto ai cittadini le loro porte.

So che non tutti saranno d'accordo ma io sono profondamente convinto che la cultura sia un bene pubblico e che sia giusto permettere a ogni cittadino di poterne godere liberamente. Certo, il massimo sarebbe rendere l'accesso gratuito per tutti ma, mi rendo conto, necessiti un enorme investimento pubblico (e sappiamo quanto l'Italia fatichi a capire il valore della cultura).

Per chi fosse interessato può trovare qui l'elenco dei musei statali che aderiscono all'iniziativa:👉🏻https://www.beniculturali.it/domenicalmuseo (attenzione però l'elenco non è completo controllate perché potrebbero esserci altri musei non statali che aderiscono)..

Fine dello stato di emergenza

Come tutti sapete con il 1 di aprile è cessato lo stato di emergenza che ha accompagnato la nostra quotidianità da due anni a questa parte. Ho cercato qui di seguito di riassumere i principali cambiamenti:

Lavoro 

  • Decade per gli over 50 l’obbligo di green pass rafforzato sul lavoro, ma sarà sufficiente il green pass base (ottenuto, oltre che da vaccino e guarigione, anche tramite esito negativo del tampone)

  • Dal 1 maggio decadrà definitivamente l’obbligo di green pass per accedere al luogo di lavoro (salvo eccezioni)

  • Rimane in vigore fino al 31 dicembre 2022 l'obbligo vaccinale con la sospensione dal lavoro per gli esercenti, le professioni sanitarie e i lavoratori negli ospedali e nelle Rsa

Ristorazione 

  • Cade l'obbligo del certificato per i servizi di ristorazione all'aperto

  • Per accedere a mense, locali e ristoranti al chiuso rimane l’obbligo di green pass base

Cultura, sport e viaggi

  • Vige fino al 30 aprile l’obbligo di indossare mascherine Ffp2 sui mezzi di trasporto e per cinema, teatri, concerti ed eventi sportivi che si svolgono sia al chiuso che all'aperto

  • Cade invece l'obbligo di green pass (sia rafforzato che base) per il trasporto pubblico locale e regionale

  • Per quanto riguarda i cinema, i teatri e i concerti dall'1 al 30 aprile 2022 per la partecipazione agli spettacoli che si svolgono al chiuso è richiesto il possesso del green pass rafforzato

  • Per il trasporto a lunga percorrenza resta l’obbligo di green pass base e di mascherina Ffp2

  • Super green pass sarà obbligatorio fino al 30 aprile anche per accedere a piscine e palestre

Isolamento 

  • L’isolamento dovrà essere rispettato solo da chi ha contratto il virus. Chi ha avuto un contatto stretto con un caso positivo dovrà applicare il regime dell'auto sorveglianza: mascherina Ffp2 per 10 giorni dall'ultimo contatto, test alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell'ultimo contatto

Scuola

  • In caso di almeno quattro casi di positività in classe le attività proseguono in presenza con obbligo di mascherine Ffp2 per dieci giorni dall'ultimo contatto con il soggetto positivo (altrimenti basta la chirurgica). In caso di comparsa di sintomi, è obbligatorio effettuare un test antigenico (anche fai da te) o un test molecolare. Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto.

  • Fino al 15 giugno resta l’obbligo vaccinale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni. Laddove non risulti l'effettuazione della vaccinazione il docente sarà utilizzato in attività di supporto all’istituzione scolastica. Non andrà, dunque, in classe.

  • L’organico per l’emergenza viene prorogato, in base al decreto legge pubblicato lo scorso 21 marzo 2022, fino alla fine delle lezioni, ovvero non oltre il 15 giugno 2022, salvo che per le scuole dell’infanzia statali nelle quali il termine è prorogato fino e non oltre il 30 giugno 2022.

  • Sarà nuovamente possibile svolgere uscite didattiche e viaggi d’istruzione

Si rafforza l'asse Ungheria-Russia

Ieri si sono svolte in Ungheria le elezioni che hanno visto la vittoria del Premier uscente Viktor Orbán che ha così ottenuto il suo quarto mandato. A caratterizzare il voto la forte polarizzazione dello scenario politico ungherese che ha visto per la prima volta nella storia del paese magiaro l'opposizione unita per contrastare Orban e il suo partito ultraconservatore Fidez. A mettere insieme le forze sono stati partiti tra loro assai differenti (si va dai socialisti ai liberali passando per i verdi) che sono però riusciti trovare un candidato comune in Péter Márki-Zay (49 anni, sindaco cattolico e conservatore della piccola città di Hódmezővásárhely) che però nulla ha potuto contro il Primo Ministro in carica. Non solo l'opposizione non è stata in grado di vincere (nonostante i sondaggi che, fino all'ultimo, prospettavano un testa a testa) ma Orban, con il suo 53%, ha visto aumentare i seggi al suo partito.

"Abbiamo vinto anche a livello internazionale contro il globalismo. Contro Soros. Contro i media mainstream europei. E anche contro il presidente ucraino". Sono state queste le prime parole del negletto presidente. Come se annoverare il presidente ucraino Zelensky non fosse abbastanza grave quello che è peggio è che i leader della destra italiana Meloni e Salvini si sono precipitati a congratularsi con il leader di Fidez. Perché si sa, il lupo perde il pelo ma non la passione per l'uomo solo al comando. Ieri era Putin, oggi è Orban e domani chissà. Dico co sì non a caso. Ci tengo infatti a ricordare come il presidente ungherese, che oggi viene visto come leader delle forze conservatrici, cattoliche e reazionari europee, è lo stesso che in piena pandemia ha sospeso il Parlamento e preso su di sé i pieni poteri (e poi si lamentano che in Italia il governo ha imposto una dittatura sanitaria). Come se ciò non fosse sufficiente a far capire di che tipo di leader si tratta pensate che in Ungheria il 90% dei media sono (direttamente o meno) in mano al governo. Per non parlare poi delle leggi discriminatorie approvate contro la comunità LGBT+ o delle leggi che criminalizzano i migranti (quelli neri però, perché gli ucraini li accoglie senza problemi) e le ONG che si occupano di accoglienza.

Filo diretto con Milano

C'è una notizia passata un po' in sordina ma che per noi milanesi (ma anche per tutti coloro che vivono o visitano la città) è molto importante: il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile ha assegnato alla città metropolitana di Milano 732,2 milioni di euro per i prolungamenti delle metro esistenti e per lo studio di fattibilità (ossia l'analisi preliminare per comprendere costi, caratteristiche tecniche e fattibilità del progetto) della M6. Di una nuova linea di metropolitana si parla in realtà da più di 10 anni, da quando a Palazzo Marino sedeva l'allora sindaca di centrodestra Moratti. Prima chiamata arancione e ora definitivamente ricolorata di rosa, la nuova metro 6 si pone l'obiettivo di andare a coprire quelle aree abbandonate dalle altre linee. Non si sa (ovviamente) ancora il tracciato esatto ma si presume che andrà a concentrarsi nella zona sud di Milano (tanto che uno dei capolinea potrebbe essere situato nel nostro Municipio 4 a Ponte Lambro). Quello che pare certo, anche ascoltando le parole dell'assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi, è che il percorso sarà scelto in comune accordo con i Presidenti di Municipio e il territorio.

Conclusione

Sapevate che uno dei luoghi accessibili gratuitamente grazie all'iniziativa domeniche al museo è il cenacolo vinciano (solo su prenotazione però)? L'affresco (anche se tecnicamente non è un affresco) ideato ed eseguito dal grande Leonardo da Vinci fra il 1493 e il 1498 per il refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano su committenza di Ludovico il Moro (che scelse la chiesa domenicana come luogo di sepoltura del proprio casato) è sicuramente una delle opere più celebri e rappresentative dell'artista e della nostra città. Ora non voglio stare qui a fare un'analisi dell'opera ma mi piacerebbe raccontarvi un aneddoto di cui non tutti sono a conoscenza. Non tutti sanno infatti che durante la seconda guerra mondiale (di preciso nel 1943) il convento venne distrutto da un bombardamento alleato che distrusse quasi completamente l'edificio, lasciando però intatto il lavoro di Leonardo che venne immediatamente messo in sicurezza. Per chi crede questo non può che essere un miracolo, per tutti gli altri una fortuna inestimabile.

Vi saluto e vi mando un abbraccio virtuale

Luca

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