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A ruota libera #010
Uno spazio aperto di riflessione su quanto accade intorno a noi
Elisabetta Franchi è il privilegio della maternità

“Quando metti una donna in una carica importante, se è molto importante, poi non ti puoi permettere di non vederla arrivare per due anni, perché quella posizione è scoperta. Un imprenditore investe tempo, energia e denaro e se ti viene a mancare è un problema. E quindi anche io da imprenditore responsabile della mia azienda ho puntato su uomini".
Così esordisce la stilista bolognese Elisabetta Franchi in un’intervista a Fabiana Giacomotti de Il Foglio (qui per vedere il video completo: 👉🏻https://bit.ly/39OntBX ). Già dopo queste tre frasi cadono le braccia. Invece la stilista ha deciso di peggiorare ulteriormente la situazione aggiungendo che:
"Io le donne le ho messe ma sono anta, ancora ragazze ma ragazze cresciute. Se dovevano sposarsi si sono già sposate, se dovevano far figli li hanno fatti, se dovevano separarsi hanno fatto anche quello.. Diciamo che io le prendo dopo i quattro giri di boa. Sono tranquille e lavorano H24. Cosa che gli uomini non hanno, perché noi donne abbiamo un dovere nel nostro DNA: i figli li facciamo noi ed il camino in casa lo accendiamo noi, è una grande responsabilità”.
Ci sono tante cose che non vanno, forse troppe per pensare che siano state dette tutte in una volta sola, ma cerchiamo di vedere dove, secondo me, questo discorso risulta fortemente tossico:
Prima cosa le parole di Franchi ribadiscono una visione fortemente patriarcale della società e del mondo del lavoro, che relega le donne nella posizione subordinata di angeli del focolare. Si perché partono dal presupposto che sia solo ed esclusivamente la donna a occuparsi dei bambini (i figli li facciamo noi) e che quindi debba basare la propria vita lavorativa sulla base di questo punto fisso.
La maternità viene descritta come un privilegio esclusivo di chi si può permettere di assentarsi dal lavoro (magari perché mantenuta dal proprio partner o perché, come per Franchi, a capo di un impero milionario che porta il loro nome garantendo loro un entrata fissa). Si poteva sfruttare l'occasione per ribadire come le donne, all'alba del 2022, non dovrebbero scegliere tra lavoro e famiglia. Invece nulla.
Si ammette candidamente di discriminare in sede di assunzione le ragazze sulla base della loro età, nonostante questa pratica sia apertamente in contrasto con le normative anti discriminazione.
Quest'ultimo punto trascende dalla questione maternità. Mi voglio infatti concentrare sull'idea di lavorare h24 che si basa sul presupposto che una persona (indipendente dal suo genere) debba investire tutta sé stessa e tutto il suo tempo e le sue energie a favore del proprio datore di lavoro mettendo in secondo piano le proprie esigenze, interessi e passioni fuori dal mondo del lavoro.
Ciò detto fatemi fare invece gli auguri a tutte le madri per la festa della mamma dello scorso 8 maggio. Un augurio particolare va alla mia mamma, che fortunatamente non lavorava per Elisabetta Franchi e ha potuto crescermi insieme a mio padre senza dover rinunciare al suo lavoro. Una fortuna che, in un paese civile dovrebbe essere un diritto.
Di chi è l'utero?
Rimaniamo sul tema della maternità e parliamo del tentativo di rendere la maternità per altri un reato universale da parte di Giorgia Meloni e la liberale a giorni alterni Mara Carfagna.
Prima di tutto cerchiamo di capire cosa sia la gestazione per altri (anche detta gpa). Prima di tutto partiamo dal nome. Molti di voi infatti la conosceranno come utero in affitto, termine che però porta con sé un bagaglio importante di preconcetti spesso frutto di ignoranza. Prima di tutto l'utero in affitto parte dal presupposto che la donna che porta avanti la gravidanza ottenga un guadagno dalla gestazione. Non è sempre così. Quella che si vorrebbe implementare in Italia infatti è la cosiddetta gpa solidale che non prevede alcun compenso per le madri a cui vengono solamente coperte le spese relative alle visite mediche.
Non solo. In Italia il reato esiste già ed è punito con fino a 2 anni di carcere e un milione di euro di multa. Una pena tutt'altro che lieve ma che comunque non è riuscita a fermare questa pratica che viene portata avanti all'estero dove non possiamo sempre essere certi che siano rispettati i diritti e la dignità delle donne che portano avanti la gravidanza.
E qui si ricollegano alcune delle critiche mosse alla proposta di rendere la gpa reato universale. Come si può vietare una pratica permessa all'estero? Le nostre leggi infatti non hanno alcun valore al di fuori dei nostri confini ed è quindi ovvio che un divieto del genere non sarebbe mai applicabile. Salvo forse portando via il neonato appena rientra in Italia insieme ai genitori. Ma se pensiamo che un bambino cresca bene in orfanotrofio e che strapparlo dalle mani dei genitori non sia traumatico allora c'è un problema grande come una casa.
Un'altra questione importante riguarda la violenza verbale con cui ci si scaglia contro chi fa ricorso a questa forma di procreazione assistita e, soprattutto, ai bambini nati grazie a questa tecnica. Facciamo un esercizio di empatia e proviamo a immaginare cosa proveremmo ad essere noi quei bambini e di leggere articoli, post o ascoltare persone in televisione che ci descrivono come mostri nati dall'egoismo contro natura dei nostri genitori. Credo che nessuno di noi sarebbe contento. Forse sarebbe il caso quindi di abbassare i toni e ricordarci sempre che stiamo parlando di esseri viventi che meritano tutto il nostro rispetto.
Un ultima considerazione che forse viene dai miei studi in antropologia. Quando si cerca di dire alle donne cosa devono fare (o non fare) con il loro utero, e più in generale con il loro corpo, di fatto si dice che non sono in grado di decidere per sé stesse. Questo non cambia se a cercare di dettare legge sono, come in questo caso, due donne. Perché la loro voce dovrebbe valere più di quella di altre donne che invece sono favorevoli alla gpa? Perché non si può accettare che il singolo individuo decida del suo corpo in piena libertà senza dover sottostare ai dettati morali ed etici di altre persone? È una domanda che si può applicare anche ad altri temi come, ad esempio, l'eutanasia.
Ah lo sapevate che la stragrande maggioranza di coppie che usufruiscono della gpa sono eterosessuali? Si tratta di genitori sterili o di donne nate con la sindrome di Rokyitansky, una malattia rara caratterizzata dall'assenza congenita dell'utero.
9 maggio 1978

Per il nostro paese, il 9 maggio, è una giornata dal grande peso storico in cui si celebra la memoria di due grandi uomini uccisi a poche ore di distanza.
Dopo 55 giorni dal suo rapimento Aldo Moro venne barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse. Il motivo? Aver avvicinato la DC al PCI in quello che passerà alla storia come compromesso storico. Un affronto per i terroristi rossi delle BR che non tolleravano l'avvicinamento del PCI all'orbita del governo democratico da loro tanto disprezzato. Il suo cadavere venne ritrovato in una Renault 4 rossa in via Michelangelo Caetani, in pieno centro di Roma e a poca distanza dalle sedi del Partito Comunista Italiano e della Democrazia Cristiana (di cui Moro era stato alto dirigente nonché segretario dal 1959 al 1964).
La sera dello stesso giorno, mentre era ancora in corso la campagna elettorale che lo vedeva candidato al consiglio comunale di Cinisi, la criminalità organizzata uccise il giornalista antimafia Peppino Impastato. Una voce coraggiosa e libera, che non aveva paura di denunciare gli orrori della criminalità organizzata. In suo onore i cittadini di Cinisi lo votarono in massa facendo sì che la sua candidatura postuma ottenesse un record di preferenze.
Due vittime innocenti. Due uomini uccisi per le loro idee. Due martiri della libertà e della democrazia.
Ricordare è un dovere morale prima ancora che civile
Filo diretto con Milano
Quando parlo di cultura spesso ripeto che debba essere portata fuori dalle istituzioni museali, spesso situati nei centri delle nostre città, per garantire che l'arte sia accessibile a tutti. Proprio in questa direzione va l'iniziativa Sound Underground promossa da ATM in collaborazione con Open Stage. A partire dal 17 maggio infatti le stazioni della metropolitana di Garibaldi e Loreto si trasformeranno in palchi attrezzati dove musicisti e artisti potranno esibirsi gratuitamente in concerti live e intrattenere le migliaia di passeggeri che ogni giorno utilizzano le metropolitane di Milano per spostarsi per la città. Ogni giorno, dalle 15 alle 17 e dalle 19 alle 21, chi avrà voglia potrà registrarsi tramite il sito dedicato sul quale il pubblico potrà anche effettuare donazioni ai propri artisti preferiti. Trovo questa iniziativa geniale, non solo perché si pone l'obiettivo di stimolare un settore, come quello culturale, fortemente colpito dalla crisi del Covid-19, ma anche perché restituisce ai cittadini spazi (come quelli della metropolitana) non utilizzati.
Conclusione
Quando si parla di maternità non riesco a non pensare a un'opera di uno dei pittori italiani più importanti dell'ottocento: Le due madri di Giovanni Segantini. Come si intuisce dal titolo l'opera rappresenta una doppia maternità in un contesto di assoluta semplicità e umiltà, quasi un ritorno alla natura. Da una parte abbiamo una donna che tiene in braccio il suo bambino addormentato mentre, sullo sfondo, si vede una vacca che infila la testa nella mangiatoia mentre sul terreno, sopra un sottile strato di fieno, riposa il vitellino appena nato. Quello che che emerge con forza da questo dipinto è l'universalità del sentimento d'amore materno che pervade ogni essere vivente in natura. Chi volesse andarlo a vedere è esposto alla Galleria d'Arte Moderna di Milano.

Vi saluto e vi mando un abbraccio virtuale
Luca
(Chi volesse seguirmi anche sulle mie varie pagine social per non perdersi nulla può farlo da qui:👉🏻https://linktr.ee/Luca.Bellinzona )
Post Scriptum
Sempre il 9 maggio si celebra anche la festa dell'Europa. La data ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica (che sarà ricordato come dichiarazione Schuman), che segnò l'inizio del processo di integrazione europea che aveva come obiettivo una futura unione federale. In questa giornata penso sia importante ribadire le parole pronunciate da David Sassoli in occasione della sua elezione a Presidente del Parlamento Europeo:
"Non siamo un incidente della storia, ma figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia. Se siamo europei è anche perché siamo innamorati dei nostri Paesi. Ma il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superiorità e producono conflitti distruttivi”.
"Non siamo un incidente della storia, ma figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia”.
David Sassoli
Buona #festadelleuropa a tutti!
#9maggio— Luca Bellinzona 🇪🇺🏳️🌈 (@LucaBellinzona)
6:01 PM • May 9, 2022