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A ruota libera - #016
Uno spazio aperto di riflessione su quanto accade intorno a noi
Un'occasione mancata
La #crisigoverno voluta da Conte e sostenuta da Salvini e Berlusconi impone ai liberali di avviare un percorso comune in vista delle prossime #elezioni. La fine del #governoDraghi non deve significare la scomparsa della sua agenda. Chi si rivede in essa deve correre insieme!
— Luca Bellinzona 🇪🇺🏳️🌈 (@LucaBellinzona)
12:41 PM • Jul 21, 2022
Guardando alle alleanze che si stanno definendo in vista delle prossime elezioni di settembre non posso che osservare come sia stata un'occasione doppiamente mancata.
Ma partiamo da un presupposto fondamentale: per me (e chi mi conosce lo sa bene) non esiste il centro come spazio politico autonomo. Centro sa tanto di né carne pesce o, se preferite, di asso pigliatutto. Un qualcosa che per intenderci ha vita propria finché non deve allearsi e allora va con la destra o con la sinistra in base a come gira il vento. Credo altresì che esista in Italia un'area riformista stufa di essere schiacciata tra le false promesse dei populismi nostrani: da Salvini a Meloni passando per Conte e Fratoianni. Parlo di quella parte di paese, spesso delusa dalla politica, che vorrebbe semplicemente avere risposte concrete ai problemi quotidiani. Che non capisce come battaglie che dovrebbero essere date per scontate, sia che si parli di diritti civili che di concorrenza, che si tratti di welfare o di fisco, siano invece preda dei giochi politici dei partiti in parlamento. Quest'area che possiamo chiamare per semplicità area Draghi è presente nel paese e può essere centrale (non centrista) alle prossime elezioni.
Tornando a noi, e qui arrivo al perché trovo le prossime elezioni una doppia occasione mancata, il tema fondamentale diventa come rappresentare quest'area politica. Due erano le strade:
In primo luogo si poteva costruire un "fronte repubblicano" (per citare Calenda) che mettesse insieme tutte quelle forze che hanno sempre e con lealtà sostenuto il governo Draghi. Il perimetro di tale fronte era chiaro e si basava sul voto di fiducia al Senato del 20 luglio scorso. Certo era un perimetro ampio e che univa forze che su alcune questioni la pensano in modo diverso (si pensi sulla scuola alle posizioni di Gelmini e del Partito Democratico o sul Reddito di Cittadinanza alle posizioni di Di Maio rispetto a quelle di Renzi) ma che comunque avevano condiviso un tratto di strada comune.
La seconda possibilità era quella di costruire un terzo polo che mettesse al centro il metodo Draghi e proseguisse sull'agenda avviata dall'esecutivo: taglio delle tasse, transizione ecologica e diversificazione degli approvvigionamenti, investimenti nella scuola e nell'università, concorrenza, catasto, riforma della giustizia ecc.
Ahimè entrambe le possibilità sono naufragate nel giro di due settimane. Da una parte assistiamo all'inversione a U di Carlo Calenda che, forse per riuscire a garantire a tutti gli uomini e donne di peso della federazione Azione/+Europa un seggio sicuro, ha deciso di allearsi con Fratoianni e Bonelli. Tutto lecito parliamoci chiaro. Certo fa un po' ridere che tale alleanza arrivi da chi, solo qualche settimana fa, non solo negava ogni ipotesi di coalizzarsi con chi, come SI/Verdi non avesse mai votato la fiducia a Draghi ma che oltretutto attaccava Italia Viva dicendo che avremmo fatto un accordo con il PD per qualche seggio sicuro. Dall'altra vediamo il Partito Democratico che a parole si dice sostenitore dell'agenda Draghi e poi imbarca nella sua coalizione chi non solo i provvedimenti del governo draghi non li ha mai voluti ma che nega in ogni modo di voler proseguire sulla strada tracciata dall'ex Presidente della BCE.
Certo, sono il primo a dire che in un sistema in parte maggioritario (chi mi conosce sa che io sono un fautore del proporzionale, anche per evitare accozzaglie indigeribili) bisogna stipulare alleanze per evitare di cedere tutti i collegi uninominali alla destra, ma ciò non può voler dire mettere insieme tutto e il contrario di tutto. Vero che per Fratoianni si tratta di un'alleanza tecnica e non politica (per intenderci utile solo a vincere qualche collegio in più ma senza speranze di vedere un programma comune o anche solo un'ipotesi di governare assieme) ma credo anche sia importante rendersi conto che così la politica perde ogni serietà. Io mi devo presentare alle elezioni non per far perdere il mio avversario, ma per proporre una visione del futuro del paese. Una coalizione che si costruisce contro qualcuno e non per qualcosa, e che di conseguenza anche se vincesse non avrebbe alcuna possibilità di governare, non ha senso di esistere.
Abbiamo un problema di democrazia

Abbiamo parlato di elezioni ma, come forse molti di voi già sapranno, partecipare alla corsa elettorale è passato dall'essere un diritto a essere un privilegio di pochi garantiti.
Mi spiego meglio. L’ostacolo maggiore alla partecipazione alle elezioni è la raccolta delle firme da presentare un mese prima del voto. Si tratta di un numero di sottoscrizioni importanti visto che si parla di oltre 70mila firme da raccogliere in tutti i collegi plurinominale (per l'esattezza 1500 per ogni collegio). Per correttezza è importante specificare che è presente una misura che, in caso di elezioni anticipate (come quelle a cui andiamo incontro), dimezza il numero di firme da raccogliere. Fatta questa precisazione è chiaro che 36mila erotte firme sono più semplici da raccogliere rispetto alle oltre 70mila, ma ricordiamoci che questa raccolta andrà fatta ad agosto, quando le città sono vuote e tanti italiani sono in vacanza. A complicare ulteriormente le cose (come se ce ne fosse bisogno) ci sono altri due requisiti da tenere in considerazione: le firme devono essere autenticate (quindi raccolte in presenza di sindaci, amministratori locali, funzionari comunali, notai o avvocati) e soprattutto devono essere di elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni che fanno parte del collegio plurinominale in questione. Per dirla in modo semplice: non si può firmare per una lista lontano da dove si abita (cosa che in periodo di vacanza diventa un problema). Per ultimo, ma non per importanza, non è prevista espressamente la possibilità di raccogliere le firme in modo digitale attraverso SPID (per quanto Cappato si sita battendo per tale diritto)
Ma non tuti sono costretti a questa ardua impresa. Esistono infatti delle eccezioni che permettono ad alcuni partiti di evitare la difficoltà della raccolta firme in salsa balneare. Già ad aprile 2017, nelle disposizioni transitorie del Rosatellum (l'attuale legge elettorale), è stata prevista una deroga per tutti i partiti costituiti prima del 15 di quel mese e rappresentati in almeno una delle due camera (mettendo di fatto in salvo tutti i partiti presenti in parlamento nella XVII legislatura). Ma non finisce qui. Grazie a un emendamento firmato da +Europa al decreto Elezioni è previsto tra le altre cose che l’esonero venga esteso anche a quelle forze politiche chi si sono costituite come gruppo parlamentare in una delle due camere entro il 31 dicembre 2021. Questa proposta ha di fatto concesso di estendere tale beneficio anche a partiti come Italia Viva e Coraggio Italia che non erano presenti nelle scorse elezioni.
Questo sistema di eccezioni, che porta poi a un vero e proprio mercato dei simboli e dei nomi dei gruppi parlamentari (si veda Tabacci che presta il simbolo a Di Maio, Noi con L'Italia che lo presta a Italia al Centro di Toti o Italia Viva che cambia il nome del gruppo parlamentare alla Camera in Italia Viva - L'Italia c'è), crea partiti di serie A e di serie B. I primi si possono presentare alle elezioni indipendentemente dal fatto che abbiano o meno un peso specifico nel paese, mentre i secondi sono costretti a una corsa contro il tempo per poter partecipare alla vita democratica del paese. Credo che, indipendentemente da chi vinca, questo sia un tema da trattare nella prossima legislatura.
Per chi fosse interessato ad approfondire qui trova un ottimo articolo de Il Post
Filo diretto con Milano
Riprendo qui un mio post di Instagram (se non mi segui ancora puoi farlo da qui) che credo sia particolarmente importante
Leggo tanti articoli sul prossimo aumento del biglietto ATM che potrebbe portare il prezzo della corsa singola urbana fino a €2,30. Sarebbe il terzo aumento nel giro di un decennio, da quando nel 2011 la giunta Pisapia aumentò il biglietto a €1,50 seguito nel 2019 dall'adeguamento voluto dalla giunta Sala che ha portato il prezzo agli attuali €2. Ora non voglio disquisire sul prezzo giusto del trasporto urbano (mi limito a dire che il trasporto di Milano, soprattutto per quanto riguarda gli abbonamenti, è tra i più economici ed efficienti d'Europa) ma vorrei limitarmi a fare un ragionamento sul merito della decisione:
1️⃣ - In tutto il mondo, anche per fronteggiare l'inquinamento, si cerca di incentivare in ogni modo l'uso del trasporto pubblico (si pensi alla proposta di un abbonamento per treni regionali e tpl a €9 al mese per i mesi estivi lanciata con enorme successo in Germania). In Lombardia la lungimirante giunta Fontana da anni ostacola in tutti i modi il trasporto pubblico locale con l'unico risultato di incentivare l'uso della macchina.
2️⃣ - Regione Lombardia, come fatto per ALER, scarica sul comune le responsabilità che sono di sua competenza. La giunta Fontana potrebbe infatti farsi carico degli aumenti tariffari che essa stessa ha voluto (perché ricordiamolo l'adeguamento Istat sul costo del trasporto pubblico è stata deliberata da Regione Lombardia, non è caduta dal cielo) ma ha preferito lavarsene le mani.
3️⃣ - È bello notare come, in piena campagna elettorale, mentre la Lega e il centrodestra parlano di tagliare le tasse nella pratica del quotidiano dimostrano che invece con loro al governo i costi per i cittadini aumentano.
Detto questo non so voi ma, personalmente, spero che il Presidente Fontana, l'assessora Terzi e tutta la giunta e maggioranza di centrodestra tornino sui loro passi ed evitino di colpire inutilmente il trasporto pubblico milanese. Piuttosto pensino a rendere decente Trenord su cui ci sarebbe molto da dire.

Un piccolo spoiler
Lunedì lancerò un progetto a cui penso da diverso tempo e che negli ultimi giorni sono riuscito a concretizzare. Non voglio svelarvi troppo per non rovinarvi la sorpresa ma posso dirvi che questo progetto avrà come obiettivo centrale quello di rilanciare la partecipazione, unico strumento che abbiamo come cittadini per influenzare la politica. La prima missione sarà quella di accompagnare chi vorrà seguirmi in questa nuova avventura verso le elezioni, spiegando la legge elettorale, come si vota (e soprattutto come NON si vota), analizzando i programmi elettorali e approfondendo le questioni più calde.
per chi volesse avere un piccolo spoiler può andare qui
Vi saluto e vi mando un abbraccio virtuale
Luca
(Chi volesse seguirmi anche sulle mie varie pagine social per non perdersi nulla può farlo da qui:👉🏻https://linktr.ee/Luca.Bellinzona )