- A Ruota Libera
- Posts
- A ruota libera - #017
A ruota libera - #017
Uno spazio aperto di riflessione su quanto accade intorno a noi

Dopo la pausa estiva ritorna l'appuntamento settimanale (o almeno questa sarebbe l'idea campagna elettorale e sessione permettendo) con la newsletter. Un po' mi era mancato questo spazio di discussione in cui possiamo approfondire alcuni temi in un modo molto più articolato di quanto non si riesca a fare sui social (dove ormai regna la superficialità e il pressappochismo). Prima di partire con gli argomenti di cui vorrei parlare con voi oggi credo possa essere utile cercare di riassumere quello che è successo nelle ultime folli settimane di campagna elettorale:
Dopo aver inizialmente fatto un accordo elettorale con Azione il Partito Democratico ha deciso di allargare l'alleanza alla federazione di Sinistra Italiana e Verdi (che non hanno mai votato la fiducia al governo Draghi) negando così la volontà dichiarata del segretario Dem Letta di portare avanti l'agenda e il metodo Draghi e portando alla rottura con Carlo Calenda
Abbiamo assistito alla fine della federazione di Azione/+Europa con il partito di Carlo Calenda che ha deciso di aderire al Terzo Polo insieme a Italia Viva mentre la forza guidata da Emma Bonino e Benedetto della Vedova hanno deciso di perseguire l'alleanza con il PD (i più maligni dicono per garantirsi seggi sicuri mentre chi vede il buono in tutte le cose sostiene che sia una scelta di lealtà e coerenza)
Tutti si sono accorti (finalmente) di come il taglio dei parlamentari voluto dai 5 Stelle, soprattutto senza una riforma della legge elettorale, sia stato un errore madornale (non solo per la composizione delle liste ma anche per la mancanza di rappresentanza di molti territori)
È nato finalmente il Terzo Polo (o Italia sul serio come preferite) che unisce Italia Viva, Azione, forze civiche e tanti altri attori politici che hanno deciso di costruire la casa dei liberali e riformisti italiani (ma di questo parleremo più approfonditamente dopo)
È morta Forza Italia che, nel giro di pochi giorni, ha visto tutti i ministri dell'esecutivo lasciare il partito insieme a una quota non indifferente di parlamentari e di altri nomi di spicco in contrasto con la scelta dei vertici di non votare la fiducia al governo Draghi
Una campagna elettorale imbarazzante
Questa retorica del "o noi o loro" ha stufato. In ogni democrazia ci sono più forze politiche che si confrontano, ognuna con le sue proposte e i suoi candidati. Solo in Italia non si tollera che si cerchi di rompere un bipopulismo che ormai non ha più senso di esistere.
#31Agosto— Luca Bellinzona 🇪🇺🏳️🌈 (@LucaBellinzona)
8:03 AM • Aug 31, 2022
Se già fare campagna elettorale ad agosto non fosse sufficiente questa corsa elettorale si caratterizzerà per essere una delle peggiori della storia repubblicana. Tra il PD che basa la campagna sul "o noi o vince la destra" (qualcuno gli dica che la destra vince perché la sinistra non è stata in grado di rispondere alle necessità degli elettori), i 5 Stelle che fingono di non essere stati al governo per tutta l'ultima legislatura e il centrodestra che gioca a chi la spara più grossa non so chi sia peggio. A questo poi si sommano le continue baruffe sui social che ledono non solo la serietà dei leader in questione ma anche l'immagine stessa della politica che sembra sempre di più una (brutta) parodia di Forum fatta di reciproche accuse.
Cerchiamo di analizzare nel dettaglio come si stanno muovendo le varie coalizioni e come stanno giocando la loro battaglia comunicativa:
Cominciamo con il Partito Democratico guidato (almeno fino al 25 settembre poi si vedrà) da Enrico Letta. Dei problemi del PD ho parlato spesso per cui cercherò qui di andare dritto al punto. La campagna Dem è veramente povera: il programma, salvo qualche sparata (dote di 10mila euro ai diciottenni, scuola dell'obbligo dai 3 anni ecc.), non viene messo in luce, i candidati spesso e volentieri sono sradicati dalla comunità locale dove si candidano (problema in realtà comune a tutte le forze politiche) e si è scelta una strategia comunicativa basata sull'opposizione esasperata di un PD visto come argine a tutti i mali a una destra che incarna Satana in persona. Diciamo che i Dem hanno scelto, consapevoli da una parte di avere un programma debole e vago, privo di cronoprogrammi, coperture e spiegazioni su come si intende realizzarne i punti e dall'altra di dover tenere assieme non solo le solite correnti ma anche una serie di alleati che più incompatibili non si può, di puntare tutto sul "o noi o la destra". Questo però non fa altro che confermare che il Partito Democratico non è più una forza propulsiva e protagonista del nostro spazio politico ma semplicemente si limita a essere il partito del sistema, il garante dello status quo e ciò che voti affinché tutto cambi per non far cambiare nulla.
Passiamo ora ai favoriti: il centrodestra. Forse proprio il fatto di essere dati per vincenti dai sondaggi li spinge a non concentrarsi più di tanto sulla campagna elettorale preferendo giocare a chi fa la proposta più irrealizzabile. Tra la Flat Tax (per la lega al 15% per Forza Italia al 23%), la leva obbligatoria, il blocco navale, il milioni di alberi e la riforma delle pensioni non si capisce se sono seri o se siamo su Scherzi a parte. Poco importa poi se poi nessuna di queste proposte è realizzabile senza mandare a gambe all'aria i conti pubblici e creare incidenti diplomatici non indifferenti, cosa che Giorgia Meloni ha iniziato a capire tanto che osserviamo da giorni a un suo processo di moderazione e istituzionalizzazione. Come se ciò non fosse sufficiente ci dobbiamo anche beccare il ritorno del Capitan Fracassa (alias Matteo Salvini) che ha fatto ripartire tutta la manfrina legata all'immigrazione clandestina con cui ci ha annoiato a morte durante gli anni passati. Qualcuno tra l'altro gli dovrebbe ricordare come, durante la sua (scarsa) permanenza al Ministero degli Interni, i rimpatri di migranti irregolari sono stati ben inferiori rispetto a quanto fatto dai governi di centrosinistra.
Il Movimento di Conte, alias il colpevole del delitto (im)perfetto di Mario Draghi, oggi si pone come fosse la novità del panorama politico italiano. I grillini infatti si pongono come oracoli e portatori della verità. In ultimo, non con poca ipocrisia, hanno dichiarato come uno dei motivi di rottura con il Governo Draghi sia stata la sua inazione sul tema energia. Al di là che il governo ha stanziato diversi miliardi a sostegno di famiglie e imprese e, grazie all'azione di Mario Draghi, l'Italia si è liberata di gran parte del gas russo da cui siamo dipendenti forse è il caso di ribadire quali sono state le posizioni dei 5 stelle sul tema energia. Prima di tutte come dimenticare la battaglia sul TAP che, secondo i 5 stelle, oltre a essere inutile, avrebbe deturpato l'ambiente. Oggi sono i primi a chiederne un potenziamento. Andando avanti troviamo prima il no alle trivelle nell'Adriatico nel 2016 e poi, appena arrivati al governo, lo stop all'estrazione di nuovo gas nel mediterraneo. In ultimo, ma non per importanza, il loro gesto inaugurale dell'ingresso in giunta nel Lazio: la moratoria sulle rinnovabili. Ora, che sul caro energia ci sia da fare è davanti agli occhi di tutti, ma che Conte cerchi di farci la morale sul tema anche no.
In tutto questo marasma di pressappochismo e populismo andante il Terzo Polo, con tutti i suoi difetti, si sta dimostrando la forza più credibile. Un programma preciso e dettagliato, una campagna elettorale basata sui contenuti, proposte concrete e realizzabili e una classe dirigente capace e preparata sono i nostri punti forti. Non a caso i cittadini stanno dimostrando grande interesse per il nostro progetto e gli partiti, che a parole ci danno degli ininfluenti ma sotto sotto ci temono, non fanno altro che attaccarci.

È nato (finalmente) il Terzo Polo
Ma ora smettiamo di parlare di altri e concentriamoci un momento su di noi. Dopo un lungo travaglio il cui esito è stato fino all'ultimo tutt'altro che scontato è finalmente nato il Terzo Polo. Certo, ci sono state delle difficoltà (penso alla rottura con +Europa che ha deciso di non partecipare a questa avventura o l'uscita di scena della Lista Civica Nazionale - L'Italia c'è che poteva essere un valore aggiunto importante) ma è sicuramente un passo fondamentale nella direzione di rompere un sistema politico ormai incancrenito e non più in grado di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini.
Voglio qui mettere subito avanti le mani e dire in modo chiaro che il Terzo Polo non vuole essere un semplice cartello elettorale alla Scelta Civica destinato a sciogliersi il giorno dopo le elezioni. Italia sul serio vuole essere un progetto di lungo periodo di cui le elezioni non saranno l'evento conclusivo bensì il suo battesimo del fuoco. Il grande lavoro andrà infatti portato avanti dopo le elezioni per poter costruire quella casa liberale, riformista e pragmatica di cui il nostro paese ha disperatamente bisogno. Finalmente i cittadini non saranno più costretti a scegliere tra la destra nazionalista, conservatrice ed euroscettica a guida Meloni, la sinistra populista di Conte e Landini e un Partito Democratico schiavo delle correnti e che piuttosto che fare una campagna elettorale sulle proposte chiede voti per fare da argine alla destra (come se la destra non vincesse perché la sinistra ha governato male non riuscendo a rispondere alle esigenze dei cittadini).
Chi mi conosce sa che sono sempre stato un grande sostenitore della collaborazione tra Italia Viva, Azione e tutte le forze politiche, civiche e associazionistiche che si rivedevano nei valori dell'europeismo, del liberalismo e del riformismo. Ho sostenuto la necessità di perseguire questa strada anche quando in ben pochi ci credevano e sembrava prevalere un sentimento identitario che ci vedeva soli contro tutti in una battaglia (quasi) impossibile. Questa condizione non deriva da un convincimento ideologico o da puro calcolo elettorale, ma dal ricordo dell'esperienza di successo delle scorse amministrative dove a Milano, in un contesto difficilissimo, siamo riusciti tutti insieme a fare un ottimo lavoro sotto l'insegna dei Riformisti. Al di là dei risultati poi a convincermi che andare assieme fosse la scelta giusta è stato lo spirito di collaborazione e la comunione di idee e intenti che si respirava nei banchetti e negli eventi fra le rispettive classi dirigenti e, soprattutto, fra la base dei nostri partiti.
P.S. per quanto non si debba dare troppa retta ai sondaggi, soprattutto a tre settimane dal voto (ricordo che gran parte dei cittadini decidono a ridosso dell'ingresso nel seggio elettorale), è interessante notare come il Terzo Polo non solo valga più della somma aritmetica del peso dato a Italia Viva e Azione ma continua a crescere nei consensi.

La fine di ITA... forse
Questa estate sono stato in vacanza in Grecia, a Rodi per la precisione. Ma non voglio annoiarvi parlando delle mie ferie, state tranquilli. Vorrei però parlarvi di ITA Airwais, la compagnia di bandiera nata dalle ceneri di Alitalia. L'idea di parlarvi di questo viene sia dal fatto che per andare a Rodi ho preso un volo ITA, sia perché, proprio in questi giorni, si sta discutendo della sua possibile vendita.
Ma facciamo un passo indietro per chi si fosse perso qualche puntata della tragicommedia di Alitalia. Alitalia venne fondata come compagnia di bandiera il 16 settembre 1946 ed era di proprietà dell’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale). Dopo il periodo d'oro degli anni '60 inizia un lento declino, dovuto soprattutto al venire progressivamente meno del regime di mercato controllato di cui godeva il traffico aereo. Per sopperire alle difficoltà della compagnia lo stato italiano è più volte intervenuto con ingenti finanziamenti pubblici. Stando alle stime di Mediobanca (qui per l'articolo del Sole 24 Ore da cui ho preso i dati) nel corso di 48 anni Alitalia prima, ITA poi, hanno ottenuto quasi 13 miliardi di soldi dei contribuenti. Una cifra esorbitante, soprattutto se si pensa a quante misure si sarebbero potute finanziare con la stessa cifra.
Sembra però che il governo Draghi sia pronto a concludere la vendita di ITA Airways. Due sarebbero le offerte arrivate al Ministero del Tesoro di cui quella ad avere maggiore credito sarebbe la proposta firmata Msc-Lufthansa, che prevede l’acquisizione dell’80% di Ita Airways lasciando il 20% al Tesoro, con un’opzione definita nei tempi e nel valore per la successiva cessione delle quote pubbliche alla cordata. La seconda offerta proviene dal fondo d'investimenti Certares (dietro al quale si nascondono due colossi dell'aviazione: Delta e Air France-KLM) e prevede l’acquisto del 55% delle quote di Ita, lasciando l’altro 45% al Tesoro, che beneficerebbe così di maggiore voce in capitolo sulle future decisioni di sviluppo. Speriamo che sia la volta buona che ci liberiamo di un carrozzone che non ha fatto altro che drenare risorse pubbliche per quasi mezzo secolo.
P.S. È notizia delle ultime ore che il Governo ha deciso alla fine di scegliere l'offerta del fondo Certares. Bene così! Ora possiamo mettere finalmente la parola fine alla questione Alitalia-ITA Airways.

Municipio 4 casa mia
Grandi notizie per il nostro municipio (e per tutta la città di Milano)! Dopo anni e anni di lavoro finalmente entro qualche mese dovrebbe essere inaugurata la prima tratta della Metropolitana 4, la blu per gli amici. Stando alle parole del Presidente di Metro4 spa già da ottobre dovrebbe aprire la prima tratta che collegherà l'aeroporto di Milano Linate alla città. Le fermate interessate dall'apertura sono quelle di Linate (ovviamente), Repetti (prima nota come Quartiere Forlanini), Stazione Forlanini, Argonne, Susa fino a Dateo dove ci sarà l'interscambio con il Passante Ferroviario. Come per la metro 5 (o lilla) anche la quarta linea sarà senza conducente. Si tratta di un passo avanti fondamentale per la mobilità della nostra città. Pensiamo solo al fatto che la nuova linea permetterà di raggiungere l'aeroporto, partendo da Dateo, in poco più di 10 minuti. Non solo, con i suoi 5 km di lunghezza e le sue 21 stazioni la metro blu, a regime, trasporterà quasi 100 milioni di passeggeri all'anno.
Attenzione però: l'ultima parola spetta al Comitato tecnico permanente per la sicurezza dei trasporti ad impianti fissi, di competenza del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, che dovrà rilasciare il nulla osta tecnico.

Conclusione
Sicuramente da qui al 25 settembre ci aspettano giorni difficili durante i quali dovremo lavorare duramente per poter portare a casa un buon risultato. Ma le sfide non mi spaventano e sono sicuro che alla fine i nostri sforzi ci ripagheranno. Penso però anche che il grosso del lavoro lo avremo dal 26 settembre in poi. Ma ci sarà modo di parlarne più approfonditamente più avanti.
Vi saluto e vi mando un abbraccio virtuale
Luca
(Chi volesse seguirmi anche sulle mie varie pagine social per non perdersi nulla può farlo da qui:👉🏻https://linktr.ee/Luca.Bellinzona )
Post scriptum
Come annunciato in una delle ultime newsletter ho lanciato da poco un nuovo progetto: Pensiero Civile. Si tratta di una piattaforma di approfondimento volta a spiegare la politica nel tentativo di renderla accessibile a tutti. Questo per cercare di invertire una tendenza che vede la politica sempre più lontana dalle persone con conseguenze gravi sulla partecipazione dei cittadini alla vita politica del paese (che si riflette nella crescita sempre più vertiginosa dell'astensionismo). Il primo obiettivo di Pensiero Civile vuole quello di seguire la campagna elettorale in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre cercando di spiegare la legge elettorale, le proposte dei partiti e tutto ciò che si lega alla corsa elettorale. Ma il progetto non si vuole fermare alle prossime elezioni ma vuole proseguire anche dopo perché credo che la missione della politica debba essere quella di spingere sempre, e non solo sotto elezioni, la partecipazione dei cittadini. Perché una democrazia senza partecipazione è una democrazia fragile.
Per chi volesse seguire il progetto può farlo qui
