A ruota libera #27

Uno spazio aperto di riflessione su quanto accade intorno a noi

Salviamo 18app!

Dopo aver criticato, per il tramite del Ministro della Cultura Sangiuliano, le aperture gratuite dei musei e sostenuto che se il biglietto degli Uffizi costa meno di quello del Louvre significa svalutare il patrimonio culturale italiano sulla scena internazionale, il governo Meloni ha deciso di cancellare 18app. Per chi non sapesse di cosa si tratta stiamo parlando del bonus di €500 per i neomaggiorenni voluto dal governo Renzi per stimolare i consumi culturali e avvicinare i più giovani alla cultura. Una misura che trova la sua origine dopo gli attentati di Parigi del 2015, con la volontà dell'allora governo di spendere, per ogni euro in sicurezza, un euro in cultura.

Inizialmente il governo, tramite un emendamento alla Manovra firmato dal presidente della Commissione cultura della Camera Federico Mollicone (Fdi), e dagli onorevoli Rossano Sasso (Lega) e Rita Dalla Chiesa (FI), voleva abolire la misura e destinare le risorse (circa 200 milioni) a sagre e carnevali storici. Una follia degna di chi porta in parlamento chi diceva che "di cultura non si mangia". A motivare tale scellerata scelta l'idea che quei 200 milioni sarebbero meglio spesi incentivando direttamente l'industria culturale senza mediazioni. Parliamoci chiaro: al comparto cultura servono molti più fondi, ne siamo tutti consapevoli. Ma non saranno certo le risorse del bonus cultura a colmare anni di finanziamenti insufficienti.

Come per tante altre proposte di questa maggioranza però, dopo le proteste provenienti non solo dalle opposizioni, ma anche dai giovani e dall'industria culturale, il governo ha deciso di fare un passo indietro promettendo che 18app rimarrà ma verranno fatte delle modifiche. La principale novità parrebbe essere la volontà del centrodestra di legare l'erogazione del bonus al reddito dei genitori. Meloni e Sangiuliano evidentemente scambiano 18app per uno strumento di redistribuzione delle ricchezze. Quello che non hanno capito è che il bonus cultura non voleva essere un mezzo per aiutare chi ha meno ad accedere all'offerta culturale (o almeno non solo) ma quello di avvicinare tutti i giovani alla cultura. Anche perché, al di là della scarsa precisione dell'ISEE (soprattutto per il ceto medio), i maggiorenni solitamente non hanno reddito e legare 18app alla ricchezza della famiglia dà per scontato che il figlio di un nucleo familiare a reddito medio-alto possa avere a disposizione da parte dei genitori €500 da spendere il libri, corsi di lingua, concerti ecc. Io non ne sarei così sicuro.

Per chi volesse attivarsi per salvare il bonus cultura può firmare questa petizione lanciata da Italia Viva che, in pochi giorni, ha raggiunto e superato il primo obiettivo di 25 mila firme.

È tempo del matrimonio egualitario

Negli ultimi due giorni due importanti provvedimenti hanno segnato la storia per quello che riguarda la parità dei diritti:

  • Negli Stati Uniti il Congresso, con una maggioranza bipartisan che ha messo d'accordo Repubblicani e Democratici, ha approvato il Marriage Respect Act per tutelare matrimoni omosessuali e interraziali. Questa misura tutela queste unioni da possibili attacchi sia da parte dei vari governatori federali sia dalla Corte Suprema. Dopo aver abolito il diritto federale all'aborto rovesciando al sentenza Roe vs Wade il rischio era quello che i giudici ultracattolici e conservatori (di cui tre nominati da Trump) potessero abolire anche la Obergefell vs Hodges che aveva garantito a livello federale tale diritto.

  • La Commissione Europea ha presentato un progetto di regolamento che vuole assicurare in tutta l’Unione europea i diritti riconosciuti da uno Stato membro ai figli di una coppia omosessuale. Nel concreto, una coppia omosessuale potrà chiedere al paese che ha stabilito il rapporto di filiazione un certificato europeo il quale dovrà essere riconosciuto e applicato in tutti gli Stati membri. La proposta però dovrà essere approvata sia dal Parlamento Europeo che dal Consiglio dove sarà necessaria l'approvazione all'unanimità (cosa per nulla scontata).

E mentre il mondo va nella direzione di riconoscere pari dignità e diritti a ogni tipo di famiglia l'Italia resta indietro con una destra che guida una lotta contro il tempo e contro una società che cambia e non tornerà indietro. Spero che, prima o poi, anche la destra italiana capisca che riconoscere i diritti non significa demolire la civiltà e le tradizioni ma riconoscere l'uguaglianza costituzionalmente garantita dei cittadini.

La strada della manovra è lastricata di passi indietro

Che le promesse elettorali si sarebbero sciolte come neve al sole era scontato, ma non mi aspettavo che anche sui pochi impegni presi in Manovra ci sarebbero stati così tanti passi indietro.

Prima inversione a U è stata sul tetto del contante. Dopo roboanti annunci che prevedevano un innalzamento a €10mila, anche per venire incontro alle proteste interne dalla maggioranza (leggasi Forza Italia) il tetto è stato posto a €5mila. Ancora troppo alto per quanto riguarda lo stimolo all'evasione (Banca d'Italia in un recente report ha sottolineato il legame tra tetto del contate e evasione fiscale) che il rischio di riciclaggio, ma sicuramente un passo avanti.

Secondo grande passo indietro si è visto col famigerato decreto Rave. Dopo le critiche arrivate dall'opposizione, ma anche da pezzi di maggioranza (si legga ancora Forza Italia), sulla scarsa precisione della fattispecie di reato, il governo ha deciso di specificare che il nuovo reato si applica solo ai raduni musicali o aventi altro scopi d' intrattenimento. Questo permette di evitare che tale decreto si applicasse anche, ad esempio, a manifestazioni studentesche. Restano invece immutate le sanzioni e la possibilità di utilizzare le intercettazioni. Da notare come su questo provvedimento la maggioranza si sia spaccata, con la forzista Ronzulli che ha annunciato il suo vuoto contrario in quanto, nel decreto, sono previste anche misure che strizzano l'occhio ai novax come la reintroduzione dei medici non vaccinati. Non esattamente l'immagine di una maggioranza granitica.

Terza inversione a U, forse la più plateale, l'abbiamo vista sui migranti. Se i primi giorni di governo Meloni sono stati caratterizzati dal braccio di ferro con la Francia, dai decreti Piantedosi e dal riemergere delle accuse alle ONG è notizia di questi giorni che il Viminale ha autorizzato lo sbarco di quasi 500 migranti provenienti da due ONG. L'unico risultato ottenuto da Meloni è stato quello di bloccare il meccanismo di redistribuzione (che avrebbe dovuto portare al ricollocamento di 3mila migranti) e di isolare l'Italia dalle altre nazioni europee. Che dire un fallimento dopo l'altro.

Ultima marcia indietro arriva sul POS. Dopo aver proposto di abolire l'obbligo di accettare pagamenti elettronici sotto i €60 il governo Meloni ha dovuto abbassare tale soglia a €30/40. Questo perché tale provvedimento sarebbe in contrasto con la strategia europea di contrasto all'evasione a cui sono vincolati, per altro, i pagamenti del PNRR. Io continuo a pensare che un tetto al POS sia una misura non solo sbagliata ma che priva il cliente del diritto di pagare come vuole, ma sicuramente €30 è meglio di €60.

Filo diretto con Milano

Chi mi segue su Instagram sa che qualche giorno fa ho rilanciato una petizione per salvare la Palazzina Liberty lanciata dal Mensile di zona Quattro.

Dal 24 febbraio di quest'anno infatti la Palazzina, uno dei luoghi culturali più importanti del Municipio 4 e, più in generale, di tutta Milano, è chiusa per ragioni amministrative. Ad oggi, dopo più di 9 mesi, la Palazzina rimane ancora inagibile e non se ne conoscono le prospettive.

La novità però sta nel fatto che l'assessore alla cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi è intervenuto sull'argomento assicurando che l'amministrazione comunale si farà carico dei lavori di ristrutturazione necessari per poter poi restituire la palazzina alla città.

Una buona notizia che spero possa portare a un rapido inizio dei lavori così da poter riaccendere la luce della cultura di uno degli spazi più belli e importanti della nostra zona.

Conclusione

In questo periodo difficile, in cui la maggioranza si dimostra non all'altezza della legge di bilancio e in cui si rischia l'esercizio provvisorio, arriva una buona notizia: il Senato ha approvato a larghissima maggioranza un odg di Italia Viva che impegnava la maggioranza a ripristinare l'unità di missione Italia Sicura sul dissesto idrogeologico, una misura voluta da Matteo Renzi e abolita da Conte e Salvini durante il governo giallo-verde. Indovinate chi si è astenuto su questo provvedimento? Ma chi se no se non il Movimento 5 Stelle. Ma d'altra parte loro sono pur sempre quelli del condono di Ischia.

Vi saluto e vi mando un abbraccio virtuale

Luca

(Chi volesse seguirmi anche sulle mie varie pagine social per non perdersi nulla può farlo da qui:👉🏻https://linktr.ee/Luca.Bellinzona )

Post Scriptum

Le notizie che si susseguono in questi giorni sul Qatargate sono inquietanti e fanno presagire che ci troviamo di fronte al più grande scandalo legato alle istituzioni europee. A tal proposito è un bene che il Parlamento Europeo abbia votato (quasi all'unanimità) a favore della destituzione di Eva Kaili dal suo ruolo di vicepresidente. Chi prende mazzette da potenze straniere per fare i loro interessi non può rappresentare le istituzioni e i cittadini europei. Ma questa decisione non basta. Ora serve una commissione d’inchiesta che indaghi su quanto accaduto e regole più severe affinché uno scandalo de genere non si ripeta mai più.