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A Ruota Libera #34
“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.” Eleanor Roosevelt
Milano, ma quanto mi costi?
Chiunque viva o bazzichi Milano sa bene come, da EXPO 2015 in poi, la città sia cambiata radicalmente. O forse più che cambiata si è riscoperta. Milano, dopo essere stata al centro del mondo, ha capito di essere bella, di avere altro da offrire oltre all’essere capitale economica e finanziaria del paese puntando, ad esempio, sul turismo e sulla cultura come motori di crescita e sviluppo. Giorno dopo giorno la nostra città si è proiettata sempre di più sul piano internazionale cercando di competere con le grandi capitali europee.

Ma non è tutto oro quello che luccica.
L’altra faccia della medaglia è un carovita che sta rendendo Milano una città sempre più esclusiva e inaccessibile. Quella che era la capitale delle opportunità di questo paese, una città che si apriva a tutti e che dava a ognuno la speranza di farcela, sta rinunciando lentamente la sua missione. Sempre più studenti rinunciano a venire a Milano per formarsi perché impossibile trovare un’abitazione a un prezzo umano. Sempre più ragazzi e ragazze lasciano la città per trasferirsi all’estero, alla ricerca di salari adeguati. Sempre più famiglie del ceto medio-basso sono costrette a lasciare la loro città perché i prezzi salgono sempre più rapidamente mentre gli stipendi rimangono fermi.
Ma parliamo un po’ di numeri perché credo che ci rendano meglio la dimensione di una situazione ormai fuori controllo. Un dato fra tutti credo che sia significativo: mediamente a Milano servono 17 anni di stipendio (avete letto bene, 17) per potersi permettere un appartamento da circa 70 mq. Quasi 20 anni per potersi permettere un testo sotto la testa. E se pensate che affittare possa essere una valida alternativa vi sbagliate. Se nel 2020, a causa del Covid19, Milano ha visto una lieve flessione dei prezzi degli affitti, dal 2021 la salita è ripresa. Se guardiamo ai dati del 2022 vediamo come il prezzo medio di un affitto sia aumentato di quasi il 40% arrivando a chiedere oltre €700 per una stanza e sfiorando i €2000 per un bilocale.
Queste cifre ci raccontano di una città che ormai sta diventando a misura di ricchi, una città che rischia sempre di più di trasformarsi in una terra inaccessibile e destinata a soccombere sotto il peso di una gentrificazione incontenibile. Intervenire per porre un freno a questa deriva significa intervenire per salvare la nostra città e per far sì che Milano resti la città di tutti, per tutti e capace di dare a chiunque, indipendentemente dal suo conto in banca, un’opportunità.
Per chi fosse interessato trova qui il mio post Instagram in cui affronto la questione portando alcuni dati in più.
Ascoltateci!
Sono stato tra i primi 100 firmatari di un appello condiviso ieri su Linkiesta per chiedere al Terzo Polo, per il tramite di Carlo Calenda e Elena Bonetti, di ascoltare la generazione under 35 che con grande forza e determinazione ha creduto e sostenuto Azione e Italia Viva. Siamo infatti convinti che un partito che punta a essere il rappresentante delle istanze dei giovani e che vive con orgoglio di essere il più votato nelle università non può infatti fare a meno dei giovani.
Sono convinto che se vogliamo che il nuovo partito nasca su fondamenta forti debba basare il suo processo fondativo sull’ascolto e sulla partecipazione, soprattutto dei più giovani. Anche perché se vogliamo veramente rappresentare l’alternativa e l’elemento di novità nell’ambito della politica italiana non possiamo legarci solamente al passato. Lo dice bene anche un passaggio della lettera che vi lascio:
“Intendiamo farlo anche perché crediamo che questa casa futura non debba essere solo la sommatoria di classi dirigenti che, pur distinguendosi per la qualità delle idee e delle proposte, è legata a doppio filo ad un passato politico che occorre superare”.
Qui trovate il testo integrale dell’appello.
Prosegue l’assalto allo stato liberale
Dopo aver demonizzato e criminalizzato le ONG, dopo aver bloccato la trascrizione automatica dei figli delle famiglie arcobaleno e dopo aver bocciato il certificato europeo di filiazione, prosegue spedito l’attacco alle libertà e ai diritti da parte del governo più a destra della storia.
La prima offensiva ha avuto come obiettivo il reato di tortura, introdotto nel 2017 con anni di ritardo rispetto al resto dell’Occidente. Per far capire il ritardo con cui abbiamo approvato questa norma basterebbe pensare a come essa recepisca la Convenzione di New York firmata quasi 40 anni fa nel 1984. Stando a Fratelli d’Italia, partito di cui fanno parte gli autori della proposta di abrogazione, la norma renderebbe impossibile il lavoro delle forze dell’ordine. Io credo che, in questo discorso, l’unica cosa che infastidisca le forze dell’ordine sia mettere in dubbio la loro professionalità in questo modo.

La seconda offensiva colpisce invece le madri detenute. A gettare benzina sul fuoco oggi è Edmondo Cirielli di Fratelli d'Italia (che evidentemente prova una malsana passione per queste uscite illiberali e, spesso, incivili). Stando al viceministro degli Esteri infatti "Le donne che vanno in carcere per reati gravi con sentenza passata in giudicato devono perdere la patria potestà sui figli". Nulla di nuovo si potrebbe dire, visto che questa uscita arriva a pochi giorni dal ritiro da parte del PD di una proposta che voleva garantire alle madri detenute la possibilità di scontare la pena fuori dal carcere.

Certo, non mi aspettavo sicuramente passi avanti sul tema delle libertà civili, ma non mi aspettavo nemmeno così tanti passi indietro in così poco tempo.
Conclusione
In questo momento così complicato per quanto riguarda la gestazione del partito unico vedo che sorgono sempre più dubbi e perplessità. Mi rendo conto che oggi più che mai serva non solo stringere i denti ma sia fondamentale impegnarsi in prima persona per cercare di dare una mano, contribuendo attivamente alla costruzione di quella che sarà la casa comune dei riformisti e dei liberali italiani.

esta norma bast
Vi saluto e vi mando un abbraccio virtuale
Luca
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