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A Ruota Libera #39
“Nessuno è chiamato a scegliere tra l'essere in Europa e essere nel Mediterraneo, poiché l'Europa intera è nel Mediterraneo.” Aldo Moro
Milano Pride 2023
Il 24 giugno si è tenuto nella nostra città il Milano Pride 2023. Oltre 300mila persone si sono riversate nelle strade di Milano non solo per festeggiare con musica e balli, ma anche (e soprattutto) per rivendicare con orgoglio i propri diritti. Una partecipazione massiccia che riflette un periodo di forte preoccupazione per quella che appare come una vera e propria crociata da parte di questo governo di destra-centro contro i diritti civili e le libertà individuali.

Si è iniziato con lo stop alle trascrizioni automatiche imposto dal Prefetto (su pressioni del Governo) al Comune di Milano per poi passare agli annullamenti retroattivi degli atti di nascita, come accaduto sempre nella nostra città ad alcune coppie di padri e come minacciato a Padova ai danni di 33 figli di coppie di madri.
A conclusione di questa campagna d’odio di Stato, dove per altro a farne le spese sono soprattutto i bambini, la volontà di rendere la GPA (gestazione per altri ndr) reato universale, ossia perseguibile anche se commessa all’estero. Non voglio stare qui a spiegare come sia giuridicamente aberrante pensare di perseguire una persona per aver praticato all’estero qualcosa di legale vorrei sottolineare che la stragrande maggioranza di coppie che ne fanno ricorso sono coppie eterosessuali eppure, quando si giustifica la volontà di vietarla su tutto il globo terraqueo, si citano solo le coppie arcobaleno. Forse perché, come accade per la fecondazione eterologa (concessa per le coppie etero ma non per le coppie lesbiche) il problema è l’orientamento sessuale dei genitori più che la tecnica in sé. Inoltre se non si va a modificare la normativa sulle adozioni, aprendole anche alle coppie omogenitoriali (e magari anche ai single) l’effetto che si verrebbe a creare con il reato universale è quello di negare per legge la possibilità per due uomini di farsi una famiglia. Tu chiamala, se vuoi, discriminazione.
Un’ultima considerazione al volo sul Milano Pride: sono stato molto orgoglioso di vedere Italia Viva Milano aderire ufficialmente al Pride, per la prima volta da quando esiste. Se non sono i liberali a difendere i diritti e le libertà individuali chi dovrebbe farlo?

La solitudine dei sovranisti italici
Più tempo passa, più il governo Meloni si dimostra solo e isolato, non solo in Europa ma anche sul piano globale. Ma andiamo con ordine. Appena arrivata a Palazzo Chigi la donna e madre cristiana ha aperto una crisi diplomatica con la Francia a causa della questione migratoria. A seguito del decreto lavoro poi il governo italiano è stato preso di mira dalla maggioranza di sinistra che governa la Spagna, con la Vicepremier e Ministra del lavoro Yolanda Díaz che ha attaccato Vox (il partito ultraconservatore e reazionario alleato di Fratelli d’Italia in Europa) di voler riproporre in Spagna l’attacco ai lavoratori precari e lo smantellamento del sostegno economico ai poveri che il Governo Meloni sta portando avanti in Italia.
Arriva poi il grande schiaffo di qualche giorno fa, quando il Presidente americano Joe Biden, dopo la rivolta all’acqua di rose del comandante del battaglione privato Wagner, ha chiamato i principali alleati. C’era il Presidente francese Macron, il Cancelliere tedesco Scholz e il Premier inglese Sunak. Dell’Italia nessuna traccia. E pensare che solo un anno fa il Premier Draghi, insieme agli omologhi Macron e Scholz, era in treno per raggiungere Kiev. Ieri eravamo il centro della geopolitica occidentale, oggi siamo le seconde scelte.

Se già questo non fosse sufficiente a dimostrare la debolezza sul piano internazionale dell’Italia sotto il governo sovranista è arrivato anche il tradimento da parte dei grandi alleati di Giorgia Meloni: Polonia e Ungheria. Ma facciamo un passo indietro: qualche giorno fa al Consiglio Europeo si discuteva della riforma dei meccanismi di accoglienza e d’asilo dell’Unione Europea, quelli fissati dai famigerati accordi di Dublino del 2003 (firmati per l’Italia dal Premier dell’epoca Silvio Berlusconi) che di fatto scaricano sui paesi di prima accoglienza tutto il peso del fenomeno migratorio. La proposta che ha messo d’accordo 25 stati su 27 (Italia compresa) si basava sulla cosiddetta “solidarietà obbligatoria” ossia quei paesi che non accettavano di accogliere una quota dei migranti sbarcati su suolo europeo avrebbero dovuto pagare ai paesi di prima accoglienza 20mila euro per ogni migrante rifiutato. Polonia e Ungheria però si sono opposti nonostante la mediazione in extremis di Giorgia Meloni. Questo dimostra ancora una volta come affidarsi a paesi che, da sempre, fanno solo e solamente i loro interessi, non sia un’idea geniale. Perché come per noi vale il motto “Prima gli italiani”, per loro vare “Prima gli ungheresi” o “Prima i polacchi”.
Filo diretto con Milano
Domani 4 luglio saranno inaugurate le nuove fermate della metro 4 di Milano, per gli amici la blu. Finalmente sarà possibile collegare l’aeroporto di Milano Linate al centro della città in meno di un quarto d’ora. Stando alle previsioni fatte da ATM quando anche le restanti fermate saranno aperte e la linea andrà a regime la blu trasporterà ogni anno quasi 90 milioni di passeggeri e, nelle ore di punta, vedrà passare un treno ogni 90 secondi.

Inaugurazione che ha anche un secondo aspetto positivo: permetterà ai turisti e a tutti quelli che atterreranno a Linate di raggiungere il centro città attraverso il trasporto pubblico senza doversi affidare agli ormai sempre più irreperibili taxi. Si perché ormai trovare un taxi a Milano è più difficile che trovare un caffè che costi ancora €1. Certo, la carenza di taxi è una questione che tocca non solo Milano ma tutte le grandi città italiane e i motivi di questa mancanza di auto bianche sono vari. Da una parte la lobby dei tassisti si è sempre opposta a ogni aumento delle licenze (con il consenso della politica) e dall’altra l’aumento dei turisti post pandemia ha reso ancora più evidente questo problema. Per fortuna il sindaco Sala ha deciso finalmente di chiedere 1000 nuove licenze taxi per la città di Milano, ora però la palla passa in mano a Regione Lombardia che, però, si è finora sempre opposta a ogni aumento. Vedremo come andrà a finire.
Conclusione
Siamo in una fase delicata, con i congressi locali che si terranno a settembre e saranno propedeutici a quello nazionale che sceglierà la nuova dirigenza di Italia Viva. Proprio sul tema dei congressi, che devono essere veramente aperti e partecipati, sono intervenuto durante la nostra ultima assemblea cittadina a cui ha presenziato anche la nostra Coordinatrice Nazionale Lella Paita. Trovate il mio intervento su Instagram.
Vi saluto e vi mando un abbraccio virtuale
Luca
(Chi volesse seguirmi anche sulle mie varie pagine social per non perdersi nulla può farlo da qui:👉🏻https://linktr.ee/Luca.Bellinzona)
Post Scriptum
Leggo che la Ministra della discriminazione Roccella se l’è presa con i padroni di animali domestici colpevoli di dargli nomi umani e quindi, indirettamente, di sostituire il desiderio di genitorialità prendendo un cane o un gatto. Ora, al di là che ogni volta che Roccella parla a me verrebbe di risponderle di farsi un mezzo chilo di affari suoi invece di mettere di continuo il becco nella vita delle persone, mi chiedo perché invece di queste polemiche da quattro soldi non si occupa seriamente di natalità. Se ne è capace. No perché se la terza rata del PNRR (19 miliardi, non proprio due spicci) è bloccata da settimane è perché il nostro paese non è riuscito a raggiungere gli obiettivi necessari per ricevere i fondi tra cui, manco a dirlo, quelli relativi alla realizzazione degli asili nido. Questi parlano tanto di natalità e della necessità di sostenere le famiglie che vogliono avere figli, poi però nel momento in cui possono fare qualcosa di concreto per aiutare le coppie ad avere figli si dimostrano per quello che sono: degli incapaci.
