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A ruota libera #42
Tempo di ripartenze
Cari amici delle newsletter,
Non ci sentiamo da un po’, lo so. Ultimamente si sono sommate tante cose e ho fatto fatica a a trovare il tempo per scrivere. Ho cercato comuqnue di essere attivo almeno sui social:
qui ho spiegato come il governo abbia deciso di abolire la 18app per i neomaggiorenni
qui ho raccontato gli aumenti previsti dalla prossima legge di bilancio
qui vi ho portato con me a firmare la proposta di iniziativa popolare della Cisl sulla partecipazione dei lavoratori alla vita d’impresa
qui ho chiesto all’intelligenza artificiale di scrivere una lettera di scuse da parte della Premier Meloni all’ex ministra Fornero
Qui e qui invece trovate due mie brevissimi commenti rispettivamente sulla riforma del trattato di Dublino e sull’accordo di governo tra PSOE e Sumar per la newsletter di Liberi
Se guardiamo alla situazione politica internazionale le cose non sono propriamente rose e fiori. In Medio Oriente sono tornati i venti di guerra così come non li vedevamo da decenni, le tensioni nell’Est Europa proseguono con Azerbaijan e Armenia ai ferri corti mentre prosegue la guerra d’aggressione Russa contro l’Ucraina. Ma venti non buoni arrivano anche dalla Taiwan con la Cina che aumenta la sua presenza navale nel Mar Cinese mentre ribadisce che non accetterà mai l’indipendenza dell’isola.
La politica nazionale non va certamente meglio. La manovra di bilancio, fatta di nuovo debito e tagli che nemmeno il governo Monti ebbe il coraggio di fare (si pensi alle 730mila pensioni della pa che verranno tagliate), dimostra tutti i limiti di una maggioranza che non ha idea di dove sbattere la testa e messa all’angolo da tutte le promesse fatte in campagna elettorale. E in tutto ciò, nel silenzio generale, la crescita nel terzo trimestre tende allo zero.
Per quanto riguarda il partito come forse saprete usciamo da poco da un congresso di tutti i livelli di Italia Viva, dal nazionale a quello locale. Un congresso che ha visto in diversi territori, come ad esempio a Milano e città metropolitana, candidati unitari. Ma al di là delle dinamiche su cui è inutile tornare questo congresso segna un cambio di passo per il partito, il passaggio a una fase più matura e che ci deve vedere ancora più impegnati nel lungo e faticoso (ma altrettanto necessario) processo di costruzione di quella casa liberal-democratica e riformista che tanto serve al paese.
È proprio per senso di servizio e per cercare di dare una mano che ho accettato la proposta del Presidente cittadino Sergio Scalpelli e di quello metropolitano Filippo Campiotti (che ringrazio di cuore per la fiducia e per l’opportunità) di entrare nelle loro rispettive cabine di regia per coordinare la comunicazione social della città metropolitana. Un incarico che riprende ed espande quanto ho fatto nell’ultimo anno per la città di Milano e per cui devo ringraziare gli ex coordinatori Lisa Noja e prima di lei Carla Ceccarelli e Gianmaria Radice. E un grazie, come sempre, va ad Alberto che ha sempre creduto in me e che se non fosse per lui oggi non saremmo qui a parlarne.
In questo momento complicato a livello politico e dove rischiamo che lo sconforto prenda il sopravvento è il momento di rilanciare e ribadire che la politica, quando insegue i sogni e non rincorre i sondaggi, può essere una cosa bellissima. E adesso occhi puntati sull’Europa dove le prossime elezioni europee segneranno un punto di svolta fondamentale: o l’Unione si sveglia o segnerà la sua fine.
Post scriptum
Quanto sta accadendo in Terrasanta mi lascia senza parole. Una carneficina di civili da ambo le parti in cui si fa fatica a trovare un senso. Pur ribadendo la più totale condanna per le gesta disumane di Hamas, che continuo a considerare il più grande nemico dei palestinesi e il principale ostacolo alla pace, non posso che guardare con preoccupazione a una controffensiva che sta scivolando sempre di più verso una vendetta. Come Israele ha il diritto e dovere di esistere anche il popolo palestinese ha diritto di vivere liberamente, e l’unica soluzione possibile per tenere insieme questi due interessi è quella dei due Stati per due popoli.