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A Ruota Libera #45
Ci risentiamo con colpevole ritardo
Amici di “A ruota libera” è da un po’ che non vi scrivo, e mi dispiace. La newsletter è sempre stata per me un modo di comunicare con voi in modo più articolato e approfondito rispetto ai social dove la velocità e le limitazioni dei caratteri ci costringono spesso a una brevità che poco si adatta alla mia totale assenza di capacità di sintesi. Ma proprio per questo la newsletter richiede tempo e nell’ultimo periodo, sopratutto per via della tesi, di tempo ne ho avuto veramente poco. Ma voglio provare, gradualmente, a riprendere. Anche perché nei prossimi mesi ci aspetta una sfida importantissima che è quella delle europee. Ma andiamo con ordine.

In questo periodo non me ne sono stato con le mani in mano, anzi:
Il 14 gennaio sono stato al presidio organizzato dalle forze liberaldemocratiche di Milano contro la propaganda filorussa che sempre più spesso cerca di infiltrarsi nel nostro paese;
Il 30 gennaio ho partecipato alla prima tappa del tour di Italia Viva Milano Metropolitana in giro per Milano e provincia con Maria Elena Boschi che ci ha parlato dell’importanza e dell’attualità delle riforme costituzionali. A proposito di riforme ho fatto un approfondimento sulle criticità della proposta di premierato presentata dalla ministra Casellati lo trovate sia su Instagram che su Twitter (o dovrei chiamarlo X?);
L’8 febbraio sono stato a sentire la presentazione di Palla al Centro di Matteo Renzi, una grande occasione per parlare del futuro dell’Europa e della grande sfida che Renew Europe ha davanti a sé;
Il 19 febbraio sono stato al presidio in Piazza della Scala in memoria di Alexiei Navalny, l’oppositore di Putin ucciso dal Cremlino in una prigione in Siberia.
Condivido con voi anche tre video che ho pubblicato in questi giorni e che trovate sia sul mio profilo Instagram che su quello di Tik Tok:
il primo riguarda la spaccatura interna al PD sul sostegno militare all’Ucraina aggredita, una divisione che rischia di indebolire il fronte pro Kiev in un momento in cui è fondamentale dimostrare a Putin che non ci arrendiamo alla sua prepotenza (qui per vederlo su Instagram qui per il Tik Tok);
Il secondo racconta di come il governo di centrodestra della Grecia ha appena approvato il matrimonio egualitario rendendo l’Italia l’unico grande paese europeo (ma dovrei dire occidentale) a non aver ancora garantito pari diritti e dignità alle coppie omosessuali (qui per vederlo su Instagram qui per il Tik Tok)
Il terzo parla dell’inversione a U fatta dalla Lega di Salvini che se fino a qualche tempo fa scambiava due Mattarella per un Putin e chiedeva che l’Europa togliesse le sanzioni alla Russia oggi, per cavalcare l’onda mediatica, partecipa alle manifestazioni in memoria della morte di Alexiei Navalny (qui per vederlo su Instagram qui per il Tik Tok)
Chiaramente se voleste condividerli vi sarei grato
Vi volevo poi aggiornare su una piccola/grande novità. Come vi avevo detto dopo la fase congressuale di Italia Viva avevo accettato di far parte delle cabine di regia dei nuovo presidenti di Milano Città e Provincia con la delega alla comunicazione social. Ma il mio impegno non finisce qui, ora posso finalmente annunciare che, dopo averci riflettuto profondamente, ho accettato l’incarico di coordinare il Municipio 3 di Milano (per intenderci quello che comprende Porta Venezia, città studi e Lambrate). Una sfida enorme ma che va nella direzione di rafforzare la presenza di Italia Viva a livello territoriale.
Voto fuori sede
Oggi in Parlamento, col voto sul decreto elezioni, abbiamo visto l’apoteosi dell’ipocrisia che gli attuali partiti di maggioranza sono in grado di offrire. Sì perché la destra che governa questo paese, dopo aver fatto arenare volontariamente una proposta di legge delle opposizioni sul voto fuorisede che consentiva a chi vive in un luogo diverso rispetto a dove ha la residenza di votare sia per le elezioni europee, che per quelle politiche e per i referendum, ha deciso di inserire in fretta e furia nel decreto elezioni un emendamento per permettere ai fuorisere di votare. Ora, non è la prima volta che la maggioranza fa sua una proposta dell’opposizione solo per non darla vinta ai propri avversari politici, però se proprio vuoi copiare almeno fallo bene. La proposta del del governo governo Meloni infatti non solo esclude i lavoratori fuorisede, garantendo quindi il diritto di voto solo agli studenti, ma non consentirà ai fuorisede di votare a nessun altro tipo di tornare elettorale per le quali servirà un provvedimento apposito. Io capisco che questa mossa è stata fatta solamente per cercare di ottenere qualche consenso in più, ma perché una volta fatto 30 non si è deciso di fare 31 approvando una norma fatta bene? Non lo so, è uno di quei misteri della politica italiana che difficilmente riusciremo a comprendere.
Nell’attesa però che il Parlamento legiferi in modo definitivo sul diritto di voto dei fuorisede vi condivido una petizione lanciata da Liberal Forum e Universitari Liberi sul tema che vi consiglio di sottoscrivere.

lezioni regionali…
Fatemi a questo punto fare una piccolissima riflessione sulla situazione politica generale. In tanti in questi ultimi giorni guardano con estrema attenzione a cosa sta succedendo in Sardegna dove, dopo la pessima gestione del Governatore filo-leghista Solinas, sembrerebbe aprirsi la possibilità di un cambio di maggioranza con il campo largo di PD, 5 Stelle e Alleanza Verdi - Sinistra che ha puntato sulla candidata grillina Todde. Per la prima volta il nuovo PD a guida decide di abdicare al suo ruolo di primo partito di opposizione per cedere la candidatura a Presidente di Regione ai 5 stelle.

Solo qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Provate a chiudere gli occhi e a immaginarvi per un momento il Movimento 5 Stelle di soli 5 anni fa: era il 2019, governava con la Lega di Salvini, Di Maio aveva da poco chiesto di mettere in stato di accusa il Presidente Mattarella, Conte sorrideva tenendo in mano il cartello dei decreti sicurezza e il Movimento 5 Stelle si interrogava sulla fattibilità di un referendum per far uscire l’Italia dall’Euro. Ora riapriteli e ditemi se è normale che il principale partito di centrosinistra italiano si allei con un movimento del genere. Per altro, non che avessimo dubbi in merito, si riesce a concedere la candidatura a Presidente di regione a un partito che, a livello locale, vale meno di zero e che a ogni elezione amministrativa perde seggi e punti percentuali.
Ma è chiaro che della Sardegna non interessi niente a (quasi) nessuno. A destra contava solo risolvere i conflitti irrisolti tra le forze di maggioranza con Fratelli d’Italia che, giustamente, chiedeva di avere un numero congruo di Presidenti di Regione mentre a Sinistra il duo Conte - Schlein voleva mandare un messaggio nazionale sulla direzione da prendere per battere la destra scegliendo a Roma il candidato a discapito delle primarie che pur essendo presenti nello statuto del Partito Democratico a quanto pare non interessano più a nessuno. Il tutto portando una parte della coalizione di centrosinistra, che per dignità non intende farsi imporre da Roma un candidato che tutto è fuorché di centrosinistra, a staccarsi da Todde e sostenere l’ex Presidente e fondatore del PD Soru.
Ma aspettate, questa storia non vi ricorda qualcosa? A me si: la Lombardia. Anche qui da noi il PD ha furbamente scelto l’alleanza coi 5 Stelle (meno del 4%) piuttosto che col terzo polo (quasi 10%) cancellando le primarie in corsa e finendo, come previsto, per perdere rovinosamente. Ma si sa, il nuovo PD di Schlein da buon partito di sinistra fa di tutto pur di NON vincere le elezioni. Capiamoli però, come dovrebbero fare poi a governare quando mettono insieme tutto e il suo contrario?
Detto questo è chiaro che l’unica risposta possibile sia votare per Renato Soru, l’unico voto per la Sardegna.

ed Europee
Sabato 24 febbraio si terrà a Roma la convention sugli Stati Uniti d’Europa promossa da +Europa con lo scopo di riunire tutte le forze europeiste allo scopo di rilanciare il grande sogno di un’Unione Europea forte, federata e capace di stare al passo con le sfide del mondo contemporaneo. Una sfida resa ancora più urgente se pensiamo che se già l’Europa oggi non se la passa benissimo. Tanto che su temi centrali come l’invasione Russa e la crisi del Medio Oriente non tocca palla.

Per la prima volta poi si rischia di assistere a un cambio di alleanze che oggi governano l’Unione. Se negli ultimi anni la grande coalizione che riunisce socialisti, liberali e popolari ha garantito una maggioranza stabile e capace di guidare l’Europa, oggi la situazione rischia di cambiare. Le forze a destra del Partito Popolare Europeo infatti hanno preso sempre più peso negli ultimi anni grazie al vento nazionalpopulista che sembra molto lontano dal dissolversi. Alternativa per la Germania, Vox in Spagna, Marine Le Pen in Francia e Fratelli d’Italia della premier Meloni sono solo alcuni esempi di come i conservatori di ECR e l’estrema destra di ID siano ormai diventati una forza considerevole. Tanto forte da convincere più di qualcuno all’interno dei popolari di guardare non più a sinistra ma a destra.
Ma come impedire tutto questo? Facile, rafforzando Renew Europe che al momento rappresenta l’unica forza capace di fare da baricentro alle prossime elezioni arginando contemporaneamente l’estrema destra europea e alcune esagerazioni ideologiche che piacciono a una parte del Partito Socialista Europeo. Renew Europe ha infatti dimostrato in questi 5 anni di essere la vera forza riformista in Europa e sono certo che sarà centrale (non centrista) anche nella prossima legislatura.
Ma per dare forza al progetto di Renew Europe serve che le forze che la rappresentano nei vari paesi europei facciano un buon risultato, a partire dall’Italia, evitando che le forze libdem italiane vadano divise disperdendo così il voto. Per questo la proposta di una lista di scopo lanciata da Emma Bonino e +Europa è molto importante. Certo, per riuscire nell’impresa bisognerebbe mettere da parte i personalismi cosa che, in questi anni, si è dimostrata particolarmente difficile soprattutto per alcuni. Spero che il buon senso possa avere la meglio e che chi oggi vive di veti possa cambiare idea. Anche perché, se guardiamo alle idee, le differenze sono quasi inesistenti. Per cui ben venga una lista comune che si basi su alcuni punti fissi:
Superamento del sistema di veto
Elezione diretta del Presidente della Commissione Europea
Esercito comune europeo (che sarà fondamentale se dovesse vincere Donald Trump alle prossime presidenziali USA)
Stati Uniti d’Europa come fine ultimo del processo di integrazione europeo
Io, nel dubbio, l’appello l’ho firmato. Vediamo chi ci sarà il 24 e chi preferirà curare solo il proprio piccolo (e ininfluente) orticello anche davanti a un’elezione che potrebbe cambiare il volto dell’Europa.

Post Scriptum
Per non farmi mancare niente ho deciso di aprire un profilo Threads. Anche se non so quanto durerà (tempo poco visto il calo drastico di utilizzo rispetto al suo lancio) ma nel dubbio perché farci mancare questa possibilità? Per chi volesse seguire vi aspetto anche li!
VI saluto e vi mando un abbraccio virtuale
Luca
(Chi volesse seguirmi anche sulle mie varie pagine social per non perdersi nulla può farlo da qui:👉🏻https://linktr.ee/Luca.Bellinzona)
